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Il Comune di Trieste rimette sul mercato Sacra Hosteria e mensa Crda

L’ex Sacra Hosteria all’inizio di Campo Marzio. Foto Massimo Silvano

I dossier saranno accompagnati da nuove quotazioni per agevolare la vendita. Poi l’ex scuola di via Combi, l’ex centro civico di via Giotto e villa Cosulich

TRIESTE Il Comune torna sul mercato immobiliare. Nel vasto repertorio delle alienazioni, che ogni anno la civica amministrazione aggiorna, gli uffici, che fanno politicamente capo a Lorenzo Giorgi e operativamente al dirigente Luigi Leonardi, hanno individuato un’avanguardia di cinque beni che andranno all’asta all’esordio del 2021, prima delle elezioni. Leonardi ha distribuito (o esternalizzato) una serie di incarichi professionali mirati «all’approfondimento e verifica di tutta la documentazione progettuale, catastale, tavolare, impiantistica ecc.», affinchè non solo gli incartamenti siano affidabili, ma le quotazioni degli stabili avvengano secondo stime calibrate secondo realistici criteri. La prima “manita” sarà composta dall’ex mensa Crda in via Carli, dall’ex ristorante “Sacra Hosteria” in Campo Marzio, dall’ex istituto scolastico in via Combi, dall’ex sede del centro civico tra le vie Giotto e Gatteri, da villa Cosulich in strada del Friuli. Non si tratta di dossier di pronta beva, nel senso che piazzarli non sarà un gioco: il mercato li conosce, su alcuni di essi c’è un vincolo della Soprintendenza, acquistarli non basta perchè poi bisogna metterli a posto e serve risorsa.

Finora l’Immobiliare comunale ha ottenuto dalla Ragioneria disco verde per affidare gli incarichi tecnici allo studio Archidomus per l’ex mensa del Crda e al perito industriale Roberto Senica per l’ex Sacra Hosteria. Le parcelle ammontano rispettivamente a 15.225,60 euro e a 10.376,10 euro. Il secondo piano di palazzo Costanzi, che ospita l’ufficio di Leonardi, attende il nulla osta per gli altri tre asset. La determina spiega che l’apparato cartaceo da inserire nei futuri contratti di vendita non può essere interamente assegnato al personale in servizio, a fronte dei carichi di lavoro incombenti sulla gestione immobiliare comunale.


L’ex mensa dei Cantieri riuniti dell’Adriatico (Crda) sarebbe in teoria un pezzo di prestigio, perchè venne disegnato nella parte finale degli anni Cinquanta da un architetto di punta come l’udinese Marcello D’Olivo. La struttura produttiva della Fabbrica Macchine, al cui servizio nacque la mensa, smise di operare negli anni Settanta e in pratica da allora l’ambizioso refettorio è rimasto inutilizzato, trasformato in uno sfogatoio per teppisti e in un insidioso nido di insetti e roditori a danno del vicinato. Chiedere, come da ultimo piano alienazioni, 5 milioni 773.000 euro è obiettivamente fuori mercato, come lo stesso Giorgi aveva ammesso nel febbraio 2019. Alle spalle una recente storia di insuccessi: nel dicembre 2005 il 1°Dipiazza aveva deciso di rimetterla a nuovo spendendo circa 6 milioni di euro, per poi darla in affitto alla Guardia di Finanza per 20 anni, in cambio di un canone di affitto attorno ai 750 mila euro l'anno. Il Comune calcolava un ricavo finale di 15 milioni con una plusvalenza di 9 milioni. Parecchio tempo dopo - correva il 2013 - tramontata l'ipotesi di un utilizzo da parte delle Fiamme Gialle, sembrava che lo stabile avesse attratto il Demanio, con la prospettiva di riunire in quella sede i suoi uffici, ma anche quella possibilità evaporò.

Più abbordabile sembra la “Sacra Hosteria”, l’ex ristorante al principio di Campo Marzio, 700 metri quadrati che erano stati valutati 824.000 euro. Una vita enogastronomica tra alti e bassi, ferma dal 2014, quando gli ultimi gestori erano stati sfrattati per morosità, aveva anche ospitato richiedenti asilo durante l’era Cosolini. Nel 2016 si erano affacciate due catene di steak-house, interessate all’acquisto. —


 

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