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A Trieste “struscio” e brindisi al bar. Ultima domenica con i riti di sempre

Ultimo aperitivo insieme prima della stretta di Natale

Tradizioni rispettate nel capoluogo in attesa della scure che, per due settimane, vieterà passeggiate e soste nei locali 

TRIESTE Ultima domenica “libera” il 20 dicembre prima della scure del mini lockdown natalizio che imporrà nuove limitazioni e, inevitabilmente, altri drastici cambi di abitudini. Ieri quindi a Trieste moltissimi cittadini, prima di entrare “in apnea”, si sono dedicati a shopping natalizio, brindisi, acquisti di prodotti alimentari che finiranno sulle tavole delle festività, ma anche semplici “strusci” e passeggiate a zonzo giusto per prendere un po’ d’aria. Esattamente quelle che, almeno nelle prossime due settimane, nei giorni festivi non si potranno fare.




Così come andranno dimenticati per un po’ altri “riti tradizionali”: i caffè , gli aperitivi, il vassoio di paste da portare ai parenti, il pranzo tra amici al ristoranti. E pure l’ingresso “senza pensieri” in chiesa per la messa domenicale. Sì perché da giovedì sarà necessaria l’autocertificazione per assistere alle funzioni religiose. Un obbligo che a molti fedeli triestini non va giù.

«Non ci penso nemmeno - commenta un uomo fuori dalla chiesa di piazza Hortis - non firmerò nulla. Anche perché non credo che la sera della vigilia o il giorno di Natale il problema riguarderà chi va a messa. I controlli piuttosto dovrebbero essere mirati a fermare i tanti che di sicuro si sposteranno senza averne necessità o diritto».




Tornando alla giornata di ieri, a Trieste, i tavolini dei locali sono stati presi d’assalto. Da Cavana a via San Nicolò passando per piazza della Borsa molto li del centro cittadino, in tanti hanno affollato bar e locali tra drink, brunch o una semplice tazzina in compagnia. Preferenza in particolare per gli aperitivi: calici in alto soprattutto tra chi poi non potrà festeggiare insieme.




In tanti hanno approfittato anche per comprare golosità alimentari. Sono i cesti natalizi, e altri prodotti legati all’enogastronomia, infatti i doni preferiti nel Natale 2020. Secondo la Coldiretti un italiano su tre quest'anno ha deciso di regalare specialità di vario tipo da posizionare sotto l’abete. Una tendenza confermata dagli addetti di Eataly, dove ieri la fila, come sabato, era costante. «Un aumento sicuramente - dicono - in particolare per i cesti, anche se il bilancio complessiva lo faremo nei prossimi giorni. Molti hanno optato anche per bottiglie di vino, oltre a tante proposte dolci e salate».



Niente pranzo di Natale nei ristoranti come stabilito dalle ultime restrizioni e i pasti delle feste quindi si faranno in casa. La corsa al menù è iniziata già ieri. Supermercati pieni, con i triestini alle prese con la scelta delle portate per il cenone della Vigilia oltre al tradizionale ritrovo del 25 dicembre. Per il fresco, per carne e pesce soprattutto, c’è chi aspetterà ancora qualche giorno, ma nel frattempo ha prenotato tutto, per imbandire la tavola. Anche nei maxi market molti s sono orientati su panettoni, pandori e confezioni regalo, tanto che alcuni scaffali ieri erano quasi esauriti.



Infine lo shopping. Vie affollate ieri come sabato. Tutti in paziente attesa per entrare nei negozi e completare la lista di regali. Pieni i punti vendita di abbigliamento, accessori, casalinghi e giocattoli. «Perché molte persone - raccontano da un grande magazzino di Corso Italia - nei prossimi giorni lavoreranno, fino al 23. E con i negozi chiusi il 24 dicembre non potranno ultimare gli acquisti che si erano prefissati». Giovedì infatti, come detto, sarà tutta un’altra storia. —


 

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