L’ovovia di Trieste “appesa” all’allarme sanitario: il verdetto sui fondi rischia lo stallo

L’ovovia dovrebbe collegare il mare e il crinale carsico

Roma sta valutando l’ennesimo rinvio del bando sui progetti sostenibili: le risposte potrebbero slittare dopo il voto 2021

TRIESTE La terza ondata della pandemia si avvicina e il ministero dei Trasporti valuta un nuovo rinvio del bando con cui la giunta Dipiazza conta di ottenere il finanziamento da 30 milioni necessario alla costruzione dell’ovovia annunciata a maggio. Se arrivasse un nuovo posticipo, la campagna elettorale per le comunali potrebbe concludersi senza che arrivi una risposta definitiva da Roma, ma l’assessore all’Urbanistica Luisa Polli continua ad attendere fiduciosa, convinta che l’opera abbia «ottime possibilità di essere finanziata visto che ci risultano solo due proposte in gara». L’esponente della giunta Dipiazza si gode intanto il secondo posto appena ricevuto nell’ambito del premio Go Slow, dedicato alla mobilità sostenibile. La medaglia non inciderà ad ogni modo sulle decisioni riguardanti i fondi statali. Il termine per la consegna delle proposte era stato fissato inizialmente al 31 dicembre 2019 ma, di proroga in proroga, il ministero ha spostato la scadenza al 15 gennaio 2021 e da Roma arrivano ora voci di un nuovo possibile rinvio dovuto alla pandemia.

Come noto, il progetto prevede la realizzazione di un sistema di trasporto a fune fra Trieste e Opicina, dove sarebbe creato un nuovo parcheggio da 800 posti. L’operazione costa 30 milioni e punta a trasportare 3,5 milioni di persone in 12 mesi, con meno di 30 giorni di chiusura a causa della Bora. Il Comune stima utili per 500 mila euro all’anno e promette tariffe agevolate per i residenti.


La giunta aveva inoltrato la sua proposta, venendo allo scoperto nel maggio scorso, quando nel bel mezzo del lockdown Dipiazza e Polli hanno annunciato la possibilità di ricevere il finanziamento milionario del ministero dei Trasporti per realizzare un sistema di movilità urbana via cavo, capace di collegare Molo IV, Porto vecchio e Opicina in 13 minuti, passando attraverso i magazzini dell’antico scalo, con l’asserito intento di risolvere il problema dell’accesso al centro città per chi arriva da fuori.

Non si sono fatti però i conti con i tempi della burocrazia, ulteriormente azzoppata dal Covid. Dopo essere stato pubblicato il 19 maggio 2019, con scadenza al 31 dicembre dello stesso anno, il bando “Trasporto rapido di massa ad impianti fissi” è stato prorogato prima al primo giugno 2020, poi al 30 ottobre e, ancora, al 15 gennaio. Ora la deadline potrebbe essere spostata un’altra volta con la terza ondata della pandemia in avvicinamento, data la relativa priorità della questione in piena emergenza Covid.

Polli non può che attendere: «Non abbiamo notizia di rinvii. I fondi comunque sono vincolati e bastano per finanziare più di un progetto. Proprio l’ultimo posticipo ha permesso al Comune di Roma di aggiungersi per una proposta simile di funivia. Da quanto mi risulta, i progetti in gara sono solo questi due e potranno dunque essere finanziati entrambi. Attendiamo con fiducia. Se non ci saranno rinvii, dovrebbe bastare un mese per la valutazione. In caso di vittoria, si dovrà poi fare la gara per la progettazione. Tempi di realizzazione? Non sono un tecnico e non mi esprimo». Polli sottolinea inoltre la medaglia d’argento assegnata dal premio nazionale Go Slow: «La giuria era composta da professionisti della progettazione innovativa e sostenibile. La cosa non riguarda il bando del Mit ma fa ben sperare sulla qualità dell’ovovia».—


 

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