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Indagato per peculato e truffa. Sospeso comunale a Ronchi

In aprile il Gip deciderà se rinviarlo a giudizio. I fatti contestati in servizio nel 2018 La giunta Vecchiet cela il nome del dipendente, ma si costituisce parte civile

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RONCHI Truffa e peculato. Questi i due reati di cui è stato accusato un dipendente del Comune di Ronchi dei Legionari di cui è stata scoperta l’assenza durante l’orario di lavoro.

Il dipendente, del quale non è stata resa nota dall’amministrazione comunale né l’identità né il settore in cui lavora, dovrà comparire davanti al gip nel corso di un’udienza preliminare fissata per il 13 aprile prossimo. La vicenda è emersa al termine di alcune indagini portate avanti dalle Forze dell’ordine dopo una denuncia.

La notifica, in qualità di persona offesa, è stata fatta nei giorni scorsi anche al sindaco, Livio Vecchiet. Immediata la reazione dell’apparato amministrativo del Comune di Ronchi dei Legionari che ha subito avviato il procedimento disciplinare, avvalendosi della convenzione con la Regione che ha provveduto ad attuare tutti gli adempimenti necessari, compresa la sospensione cautelare della persona dal servizio. L’amministrazione comunale ha deciso anche di costituirsi parte civile per le restituzioni e il risarcimento del danno patito in caso di rinvio a giudizio.

La giunta, nella sua ultima seduta, ha autorizzato il primo cittadino alla costituzione nel giudizio e per il conferimento della procura ad un legale, l’avvocato Giovanni Bossi del foro di Udine. I fatti risalirebbero al 2018 ed è allora che il dipendente si sarebbe assentato dal servizio, pare in più occasioni, senza giustificato motivo. Un episodio davvero spiacevole che, se confermato, metterebbe in seri guai il dipendente che, già oggi, si trova a casa con lo stipendio decurtato.

«Non posso che dirmi amareggiato e attonito – ha commentato Vecchiet – per quanto ho appreso e per quanto ho dovuto leggere negli incartamenti che sono stati posti alla mia attenzione. La decisione di sospendere il dipendente dal servizio, almeno fino al pronunciamento dell’organo regionale di disciplina, mi sembra il provvedimento più ovvio e naturale, anche per salvaguardare l’immagine della nostra amministrazione comunale. Ma anche per tutelare tutti quei dipendenti, donne e uomini che, nei diversi servizi e con le diverse mansioni, svolgono un lavoro encomiabile e sono sempre pronti a dare una mano agli amministratori. I due reati ascritti al dipendente sono cosa seria – sui quali spero venga fatta piena luce e, nel caso, sia fatta giustizia. Non possiamo tollerare simili comportamenti, che non sono solo lesivi dell’immagine, ma sono anche un qualcosa che svantaggia i cittadini, quei ronchesi onesti che pagano le tasse e che desiderano avere efficienza ed onestà da parte di tutti».

A Ronchi dei Legionari, alcuni anni fa, nel mirino era finita un’agente della Polizia locale che, accusata dei medesimi reati, oggi non presta più servizio a Ronchi dei Legionari ma nel comune di Duino Aurisina. Le indagini, condotte dalla Guardia di Finanza, avevano appurato spostamenti ritenuti illegali con una vettura di servizio. I reati ipotizzati erano truffa aggravata ai danni del Comune di Ronchi dei Legionari, peculato per aver utilizzato l’auto di servizio per motivi personali, falsità ideologica per aver attestato nei fogli di servizio fatti non veri. È in corso il processo. —


 

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