Un totem a ricordo delle tante storie di chi attraversa la rotta balcanica

Installazione inaugurata a Fernetti, territorio di transito ogni anno per migliaia di migranti  

il caso

monrupino


Un totem destinato a diventare un simbolo dell’epoca che stiamo vivendo quello inaugurato ieri mattina, alle 11.30, nell’area dell’ex valico di Fernetti, davanti all’edificio che ospita la Polizia di Frontiera, promotrice dell’iniziativa. Sopra sono indicate le distanze in chilometri tra la frazione di Monrupino e le città di Istanbul, Kabul, Islamabad, Belgrado, Sarajevo e Damasco, cioè le capitali del Paesi dai quali proviene la maggior parte dei migranti che raggiungono l’Italia lungo la rotta balcanica. «Abbiamo avuto l’idea di proporre l’allestimento di questo totem - spiega il vicequestore Giuseppe Colasanto, responsabile della Polizia di frontiera di Trieste – perché Fernetti è, dopo Lampedusa, il centro attraverso il quale passa il maggior numero di immigrati che entrano in Italia. Le distanze chilometriche dalle aree di provenienza, indicate sui cartelli fissati sul totem - aggiunge - staranno a significare che lungo questi percorsi si alternano speranze, sogni, fatiche, delusioni. Fernetti è il teatro di uno dei grandi fenomeni sociali del nostro tempo».

«Fernetti - ha sottolineato Tanja Kosmina, sindaco di Monrupino - rappresenta il crocevia di vari mondi, identità, lingue e pensieri diversi fra loro. Abbiamo sostenuto l’iniziativa proprio per il suo intenso significato. Il totem è un segno di pace e il simbolo del rispetto fra i popoli e lavoreremo assieme per creare un mondo migliore, orientato verso la fratellanza e la solidarietà».

Il prefetto Valerio Valenti ha concluso gli interventi invitando tutti a «ricordare sempre che dietro a ogni persona, e in questo specifico frangente faccio riferimento agli immigrati, c’è una storia, un complesso di aspirazioni, di sofferenze, di problematiche».

Il totem è stato realizzato dalla Guardia forestale. —



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