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Ricerche e cure: sei colonne di Asugi fra i 100 mila scienziati al top

Il cardiologo Gianfranco Sinagra

Il riconoscimento per Zalaudek, Larese Filon, Bovenzi, Biolo,  Barazzoni e Sinagra. «Il merito è dei nostri gruppi di lavoro»

TRIESTE «In quell’elenco compare anche il mio nome, e ammetto che leggerlo mi ha regalato una bella emozione. Ma dietro a un traguardo così importante c’è stato un grande lavoro di squadra». Ci tiene a spostare i riflettori anche e soprattutto sull’impegno dei suoi colleghi Iris Zalaudek, la direttrice della Clinica dermatologica di Asugi che, insieme ad altri cinque professionisti impegnati tutti i giorni nell’Azienda sanitaria universitaria giuliano isontina, è stata inserita dall’Università di Stanford nell’elenco dei 100 mila scienziati che, a livello mondiale, hanno avuto il maggior impatto scientifico grazie al peso delle ricerche portate avanti.

Iris Zalaudek


Oltre a quello di Zalaudek, compaiono nel prestigioso documento i nomi di Francesca Larese Filon e di Massimo Bovenzi, rispettivamente attuale direttore ed ex direttore del Dipartimento ad Attività integrata di Neuroscienze, Ortopedia, Riabilitazione e Medicina del lavoro.

Massimo Bovenzi

Compaiono poi i nomi di Gianni Biolo e di Rocco Barazzoni, rispettivamente direttore e dirigente medico della Struttura complessa Clinica medica. Presente tra i nomi di peso e pescati nel fervido bacino di Asugi c’è infine quello di Gianfranco Sinagra, che attualmente ricopre il ruolo di direttore del Dipartimento ad Attività integrata di Cardiotoracovascolare e Struttura complessa di Cardiologia.

Gianni Biolo

«Certamente si tratta di un riconoscimento molto lusinghiero – ha specificato Sinagra –. Ma è giusto sottolineare che, più che al lavoro dei singoli, si riferisce ai gruppi di ricerca nella loro composizione. La scienza e la medicina oggi rappresentano sempre più campi multidisciplinari, in cui sono chiamati a intervenire specialisti che si occupano di ambiti molto diversi fra loro. Per questo ritengo che si tratti di un onore che chiama in causa l’intero gruppo di lavoro e le reti collaborative nazionali e internazionali sviluppate nel corso di tanti anni».

Francesca Larese Filon


Lo studio, che è stato pubblicato sulla rivista di settore Plos Biology, si basa su dati raccolti lo scorso maggio e riferiti al lavoro portato avanti da 7 milioni di ricercatori di università e centri ricerca di tutto il mondo, in 22 campi scientifici più ampi, oltre a 176 sottocampi.

Rocco Barazzoni

«Credo che i medici e gli scienziati che figurano in quell’elenco sono più che altro dei coordinatori dei team di ricercatori – aggiunge Sinagra –. Qualche volta generiamo noi stessi delle idee da approfondire grazie al lavoro di squadra, mentre altre volte ci trasformiamo nei promotori di uno spirito di costante curiosità e ampliamento delle conoscenze». A prescindere dai nomi presenti in elenco, l’obiettivo, comunque, è per tutti sempre lo stesso: «Per tutti i professionisti che compongono i team di lavoro – conclude Sinagra –, il fine della ricerca è trovare la miglior cura possibile per malati e l’approfondimento dei meccanismi di sviluppo delle malattie». —


 

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