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Vaccini, sei risposte sulla loro utilità

Un'immagine simbolo dei vaccini, quest'anno in calo

TRIESTE I nuovi vaccini per il coronavirus hanno inserito un microchip installato da Bill Gates per tracciare le persone. Contengono la luciferasi, una sostanza presa dalle lucciole che fa diventare luminosi. E poi causano sterilità. E introducono mutazioni letali nel Dna di chi viene vaccinato. La gamma di bestialità intorno al vaccino è ampia e disarmante. Di seguito allora sei risposte ad altrettante domande comuni.

Cosa contengono questi vaccini? Ce ne sono di tre tipi. Quelli di Moderna e Pfizer sono costituiti da un RNA messaggero (una molecola simile al Dna) con la sequenza della proteina Spike di Sars-CoV-2 circondata da una sferetta di grassi (una nanoparticella lipidica). Quello di Oxford/AstraZeneca, il russo Sputnik e quello di CanSino (quest’ultimo presto in arrivo dalla Cina) sono fatti da un virus di un altro tipo (un adenovirus), modificato in maniera tale da veicolare dentro le cellule il gene che codifica per Spike. Il terzo tipo, anche in arrivo tra poco da parte di Novavax e altri produttori, è costituto direttamente dalla proteina Spike purificata in laboratorio. Quelli basati su Rna o Dna modificano i geni di chi si vaccina? Nemmeno lontanamente. L’Rna viene degradato rapidamente e gli adenovirus non si integrano all’interno del Dna della cellula in cui entrano e poi vengono eliminati.


Non è che sono stati prodotti troppo rapidamente per esser sicuri? Vaccini basati su proteine sono in giro da diverse decine di anni (ad esempio, i vaccini per l’epatite B o il papillomavirus). I vaccini con adenovirus sono iniziati come sviluppo negli anni’90, quelli su mRNA una decina di anni fa. È proprio la disponibilità di queste piattaforme tecnologiche che ha consentito la rapidità dei vaccini contro coronavirus, semplicemente sostituendo la sequenza del gene originariamente utilizzato con quella di Spike.

Causano reazioni allergiche? Molto improbabile. I vaccini di Moderna e Pfizer sono stati già sperimentati su 30mila e 40mila persone rispettivamente senza che questo sia risultato un problema. I due casi riportati recentemente in Gran Bretagna erano su persone gravemente predisposte e il monito a vigilare sembra puramente precauzionale. Se uno si vaccina, può essere ancora infettivo? Con ogni probabilità no. Ma sappiamo con certezza che il vaccino protegge contro lo sviluppo della malattia, non ancora se impedisce anche la trasmissione ad altri. Lo sapremo nei prossimi mesi. Quanto tempo ci vuole per stimolare l’immunità dopo essere stati vaccinati? Alcune settimane, e i vaccini di Pfizer e Moderna richiedono un richiamo dopo 3-4 settimane dalla prima somministrazione.

Buon Natale e Buona Prossima Vaccinazione a tutti.



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