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A Trieste scatta la stretta sugli Isee “taroccati”: controlli incrociati Comune-Finanza

Nel mirino le 30 mila pratiche presentate ogni anno. Separazioni fittizie e domande multiple tra i trucchetti più diffusi

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Il Municipio di Trieste 

TRIESTE Il vicesindaco Paolo Polidori ha davanti a sè un appunto con una serie di dati che riguardano evasione/elusione dei civici tributi. La sua attenzione si concentra sui cosiddetti Indicatori della situazione economica equivalente, meglio noti come Isee, strumenti attraverso i quali si accede a bonus, contributi, ecc.

Per gli uffici comunali ne transitano 30.000 all’anno, generalmente legati ai servizi educativo-scolastici e alle strutture del welfare. Sono questi stessi uffici - spiega Polidori - a svolgere un primo filtro riguardo l’attendibilità dell’Isee, poi segue un ulteriore “pettine” al quale restano attaccate in media 250 attestazioni. Questi 250 Isee “sospetti” vengono sottoposti a una nuova verifica, che finora ha consentito di rilevare che 160-170 fossero effettivamente “taroccati”.



«Per fortuna - commenta il vicario leghista di Dipiazza - non si tratta di cifre altisonanti, a dimostrazione del buon livello di civismo dell’utente-contribuente triestino. Ma non possiamo abbassare la guardia, perchè i dati forniti rappresentano solo quanto scoperto, quanto emerso. Quello che i pubblici poteri debbono indagare e attaccare è la spessa lastra del “sommerso” ancora ben mimetizzato».

È lo stesso Polidori, a mo’ di esempio, che racconta di tre ricorrenti espedienti di evasione/elusione: la mancata segnalazione nell’Isee del reddito genitoriale più elevato, il giocare sulle separazioni per non indicare uno dei redditi, il cumulo di contributi che non sono però assommabili.

Ma gli uffici comunali non sono ovviamente attrezzati per svolgere attività investigative. Ed ecco allora entrare in campo l’organo preposto a questo tipo di controlli, cioè la Guardia di finanza: l’altro giorno la giunta Dipiazza, su proposta di Polidori, ha approvato l’aggiornamento del protocollo d’intesa definito tra la civica amministrazione e le Fiamme Gialle. In verità il protocollo aggiornato era già pronto un anno fa, poi l’effetto Covid ha influito anche sulla tempistica di stipula: in precedenza analoghi accordi erano stati sottoscritti nel 2007 (Dipiazza 2°) e nel 2016 (Dipiazza 3°).

Imu, Tari, Cosap, «corretta rappresentazione della situazione economica e patrimoniale nelle dichiarazioni Isee o nelle altre dichiarazioni finalizzate all’ottenimento di benefici e servizi da parte dei richiedenti ...»: alla vecchia lista dei controlli va ora aggiunta l’Imposta di soggiorno, istituita nel 2018. A firmare il nuovo protocollo saranno lo stesso Diazza e il comandante provinciale della Gdf, generale Michele Pallini.

Come funziona sul terreno l’agreement tra Municipio e Fiamme Gialle? In primo luogo alcuni militari dovranno essere abilitati all’accesso alle banche dati, poi, nei tempi concordati con il Comune, la Gdf effettuerà i controlli ad accertare - recita l’articolo 3 - la veridicità delle dichiarazioni Isee e delle altre autodichiarazioni presentate dai cittadini. In queste operazioni sarà coinvolta anche Esatto, la società comunale incaricata di incassare i tributi: il presidente Andrea Polacco sottolinea che il supporto della Gdf potrà essere particolarmente utile nel verificare la sussistenza dei motivi per i quali sono richieste le rateizzazioni.

L’articolo 5 precisa che gli uffici comunali segnaleranno alla Gdf i nominativi sui quali vi siano fondati dubbi sulla veridicità dei documenti prodotti e/o elementi di incongruenza tra reddito dichiarato e tenore di vita. Se saranno riscontrate violazioni, le Fiamme Gialle informeranno il Municipio, che ha come immediato referente Roberta Tarlao, funzionario responsabile del contrasto evasione erariale. —


 

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