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Tragedia a Gradisca, madre e figlio morti lei in casa e lui nel cortile

Lei spira venerdì sera, lui chiama i soccorsi e la veglia tutta la notte, poi il volo nel vuoto in via Manzoni

GRADISCA Soccorre senza successo l’anziana madre morente dopo un improvviso malore. Quindi, accomiatati i sanitari, ne veglia il corpo per tutta la notte. Alle prime luci del nuovo giorno raggiunge il balcone, dal quale verrà visto cadere nel vuoto dal secondo piano, perdendo anch’egli la vita appena poche ore dopo l’amata mamma. Sono i fotogrammi di una vicenda dolorosa e struggente – i cui contorni sono ancora in parte da chiarire – avvenuta al civico 22 di via Manzoni, una trasversale delle vie Aquileia e degli Eroi, a Gradisca d’Isonzo. Lì sorge una palazzina che ospita una mezza dozzina di famiglie. Fra cui quella composta dal 57enne Claudio Brumat, libero professionista, e dalla madre Silvana Lorenzon, 91 anni, cui era molto legato.

Sono da poco trascorse le 22 di venerdì e i due stanno guardando assieme la tv quando – secondo le ricostruzioni – Brumat si rende conto che l’anziana mamma sta accusando un malore. Tenta in tutti i modi di soccorrerla, e parallelamente compone il numero unico regionale per le emergenze chiedendo aiuto. La centrale della Sores (Struttura Operativa Regionale per le emergenze sanitarie) invia prontamente sul posto un’ambulanza e un’auto medica, peraltro vicinissime essendo di stanza proprio in via Fleming a Gradisca. Nonostante il prodigarsi dei sanitari, alle 22.45 circa viene constatata la morte di Silvana Lorenzon. È in quel momento che, verosimilmente, mille pensieri annebbiano la mente di Claudio Brumat. Benché invitato a farlo, come da prassi di rito in questi momenti tanto dolorosi, l’uomo non contatta alcuna impresa di pompe funebri per la composizione della salma della madre. Continua a vegliarla, verosimilmente viene sopraffatto dal dolore per una perdita tanto ardua da accettare, anche perché avvenuta sotto ai propri occhi. Alle 7 del mattino dopo qualche vicino nota la sua presenza sul balcone che dà sul piccolo cortile sul retro della palazzina. E lo vede cadere nel vuoto, da un’altezza di una decina di metri. Immediatamente scattano i soccorsi: sul posto non soltanto i sanitari del 118, ma anche i Vigili del fuoco del Comando provinciale di Gorizia e i Carabinieri della Compagnia di Gradisca. Che non possono sapere della tragedia avvenuta appena poche ore prima.


E così, forzata la porta d’ingresso dell’alloggio, i soccorritori si trovano davanti due corpi senza vita: quello dell’anziana mancata durante la notte, e – dal terrazzino – quello di Brumat stramazzato al suolo. Sul posto anche il sostituto procuratore della Repubblica di Gorizia, Andrea Maltomini. L’appartamento viene posto sotto sequestro per i rilievi di rito. Ce n’è abbastanza per qualche ricostruzione ampiamente incompleta e pericolosamente allusiva che ha solcato il mare stagnante del web, ma la realtà è ben diversa: lo scenario dell’omicidio/suicidio pare abbondantemente escluso. Così come quello dell’incidente, con una caduta fortuita del 57enne gradiscano dal balcone. Quello che rimane e ferisce una cittadina sconvolta dall’episodio è – verosimilmente – soprattutto una storia di disperazione e solitudine. Claudio Brumat era una persona buona, taciturna e riservata ma dai modi estremamente educati e gentili. Lo si vedeva percorrere quotidianamente via Aquileia per recarsi a fare la spesa al supermercato Eurospar, dove era di casa e tutti gli volevano bene. Da tempo si prendeva amorevolmente cura dei genitori. Il padre era mancato appena alcuni mesi fa. —


 

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