Trieste, dopo 9 anni di attese e intoppi “riemerge” l’operazione Silos

Un rendering della galleria commerciale da ricavare al Silos vicino al centro congressi da 900 posti

Accordo di programma in dirittura d’arrivo. Manca l’ok al riassetto della stazione delle corriere. Il progetto? Quello originario con hotel, negozi e centro congressi

TRIESTE Manca solo l’ok di Tpl, il consorzio che raggruppa le aziende del trasporto regionale, per chiudere l’accordo di programma delineato ben nove anni fa, con il compito di definire le sorti dei magazzini del Silos. È una questione tecnica, una delle tante sollevate in questi anni, a poter finalmente sbloccare (almeno sulla carta) il restauro dei due grande edifici da 50 mila metri quadrati ubicati a lato della stazione, di proprietà della Silos spa, società del gruppo Coop Alleanza 3.0. Se l'accordo di programma verrà chiuso, potrà essere finalmente venduto e quindi riqualificato l’enorme spazio valutata attorno ai 120 milioni di euro, diventato nel frattempo sede privilegiata di senzatetto e ricovero di fortuna di migranti di passaggio.

Il punto è, però, proprio questo: chi comprerà quei grandi immobili a pochi passi dagli altrettanto grandi magazzini del Porto vecchio, nel frattempo restituito alla città e ora, in un certo senso, “su piazza”? Negli anni scorsi pareva in pole position un fondo inglese che, però, con la crisi pandemica si è tirato indietro. Da Silos spa fanno sapere che «l’area è oggetto comunque di grande interesse da parte di investitori esteri».


Oltre a individuare il compratore, andrà però come detto anche perfezionato e chiuso l’accordo di programma. Ed è proprio in questi giorni che gli enti coinvolti nella trattativa (tra cui Regione, Comune e Silos spa) si sono riuniti per parlare dell’ultima modifica al progetto dell’architetto Aldo Pavoni, voluto dalla proprietà, modificato nel 2015, ma risalente al 2003, quando il sindaco Roberto Dipiazza era al suo primo mandato. Tutti questi anni sono stati oggetto di varianti e attese di ogni tipo, ma anche di nuove esigenze avanzate dalla proprietà, tra cui l’aumento della superficie commerciale, che aveva iniziato delle opere di consolidamento per nove milioni di euro. Si sono aggiunte modifiche alle planimetrie e rincorse alle norme vigenti.

Va ricordato che circa due anni fa la Regione aveva dato parere favorevole a una modifica riguardante il nuovo assetto della stazione delle corriere previsto nel progetto. Modifica richiesta, spiega l’architetto Pavoni, «dopo l’entrata in vigore del nuovo piano sul trasporto pubblico». Tale variante deve ora ottenere il placet di Tpl, che pare sia già stato spronato in questo senso, ma finora senza grande fortuna. Il gestore del bus deve quindi confermare o meno se vanno bene ad esempio il dimensionamento degli stalli e il ricovero dei mezzi.

Intanto Silos spa conferma di voler mantenere comunque il progetto originario, che prevede, oltre a hotel, negozi, ristoranti, centro fitness (non più con Virgin Active, con cui le trattative sono ferme dal 2013), anche una sala convegni da 900 persone. Questo, nonostante sia stato appena inaugurato il centro congressi in Porto vecchio. «L’intento è quello poi di lavorare in sinergia con le altre realtà congressuali», spiega Pavoni. Entro gennaio si attende quindi la tanto attesa firma per l’accordo di programma. Intanto Silos spa fa precisa di «mantenere costantemente in sicurezza il sito, anche ripristinando, quando necessario, le recinzioni che sono state in alcune occasioni divelte da intrusi, e di provvedere a installare un apposito accesso per le forze dell’ordine per consentire loro di effettuare agevolmente le attività di controllo». Ricordati infine dalla proprietà i vari interventi di manutenzione compreso «quello operato sui ponteggi lato stazione dei treni». —


 

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