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Precari dello spettacolo tagliati fuori dagli aiuti: la Regione Fvg corre ai ripari

Avviato un tavolo di confronto per aggiornare i parametri e destinare anche  ad attori e macchinisti i 18 milioni stanziati dalla giunta. Operatori soddisfatti

TRIESTE Una boccata d’ossigeno per le migliaia di lavoratori precari del mondo dello spettacolo del Friuli Venezia Giulia stremati dagli effetti della pandemica e tagliati fuori finora dagli aiuti regionali. L’assessore al Lavoro Alessia Rosolen ha dato l’okay alla creazione di un tavolo permanente dedicato al comparto, particolarmente penalizzato dagli stop a teatri, cinema e concerti che si susseguono dal primo lockdown. La giunta Fedriga si impegna inoltre da un lato a interloquire con l’Inps per snellire le pratiche relative ai bonus rimasti finora bloccati, e dall’altro a trovare un modo per includere nei prossimi aiuti pure partite Iva, imprese e altri soggetti rimasti fuori dall'ultimo ristoro regionale da 18 milioni, stanziato a novembre dalle Attività produttive. A ciò si aggiunge il fatto che l’assessorato alla Cultura, presieduto da Tiziana Gibelli, si prepara al contempo a erogare 3 milioni di euro per le attività culturali e sportive. Serviranno a finanziare progetti di ripartenza, stando a quanto reso noto da fonti dell’amministrazione regionale.



Tale è il quadro emerso da un primo incontro tra la stessa Rosolen, i dirigenti regionali delle aree relative a cultura, formazione e ammortizzatori sociali nonché alcuni esponenti della “Assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori dello Spettacolo e della Cultura Fvg”, in stato di agitazione da maggio, cioè da subito dopo il lockdown. A proposito degli esclusi dai precedenti bonus, Rosolen sottolinea come in base agli accordi pattuiti ora spetti alle rappresentanze di questi lavoratori effettuare una ricognizione dei codici Ateco e delle tipologie che non hanno ricevuto gli aiuti. La Regione è in ascolto.



Ma a esprimere soddisfazione per l’incontro e a divulgarne l’esito e i contenuti sono stati, per primi, proprio i precari dello spettacolo: «Si tratta di un traguardo molto importante – afferma una nota della già citata Assemblea – perché ci permetterà di partecipare in maniera attiva a una fase molto delicata. L’obiettivo è quello di definire e aggiornare i parametri e le misure migliorative per il corretto funzionamento di un comparto, quello appunto di cultura e spettacoli, che ha subito uno stop totale già dalla fine di febbraio, che le parziali riaperture estive non sono riuscite certo a sanare e che è tuttora quasi del tutto paralizzato e pertanto in gravissima crisi».

Il comunicato prosegue mettendo in luce come la Regione abbia inoltre «dato la propria disponibilità a interloquire con l’Inps Fvg per sollecitare e sbloccare le molte pratiche ferme, per motivi tecnici o per istanze erroneamente respinte. A tale fine, come Assemblea ci facciamo carico di raccogliere le casistiche delle domande non andate a buon fine o bloccate: sarà possibile inviare segnalazioni individuali tramite un form pubblicato sui social». Infine, rispetto agli esclusi «dagli ultimi ristori, la Regione ci ha comunicato che farà un ulteriore stanziamento, prevedendo un ampliamento della platea – chiosa la nota –. Molti non hanno potuto beneficiare del recente provvedimento ad esempio perché non iscritti al Rea o ad altri albi professionali. Suggeriremo criteri migliorativi, come l’iscrizione al fondo pensione ex Enpals, e i codici Ateco mancanti. Speriamo il dialogo prosegua, prestando attenzione all’effettiva ricaduta occupazionale dei finanziamenti nonché ai progetti di formazione da inserire nel prossimo settennio del Fondo sociale europeo». —
 

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