Giace sul fondo del mare la piattaforma Ivana D “spezzata” dallo scirocco

Un’immagine della piattaforma che estrae metano dal fondale marino Ivana D. (Foto jutarnji.hr)

Confermato il ritrovamento: si trova a meno 43 metri 

FIUME  Ci hanno messo poco a trovarla adagiata in fondo al mare, proprio nello stesso punto in cui sabato scorso la piattaforma metanifera Ivana D era scomparsa, piegata inesorabilmente da uno scirocco con raffiche ben oltre i 100 chilometri orari e onde alte fino a 6 metri.

Ieri mattina, non appena le condizioni del mare e del tempo sono apparse notevolmente migliori rispetto ai giorni scorsi, il rimorchiatore oceanico Junak, della spalatina Brodospas, è salpato in direzione dell'area dove da anni si trovava la piattaforma, una cinquantina di chilometri a nord–ovest di Pola, nel bel mezzo dell'Adriatico.

L'equipaggio del rimorchiatore e il robot sottomarino utilizzato dalla compagnia petrolifera croato–ungherese Ina si sono messi subito al lavoro, individuando la piattaforma – da sempre priva di equipaggio - che giace a 43 metri di profondità. La notizia è stata confermata da Ivan Šantic, a capo del Centro nazionale per il controllo dei trasporti marittimi, il quale ha dichiarato che l'incidente è stato causato dalla rottura dell'unico pilone su cui poggiava questa costruzione metallica, pesante più di 500 tonnellate. A spezzare l'unica “gamba” della piattaforma è stata quasi certamente la violenta mareggiata che ha sferzato l’Adriatico lo scorso fine settimana, anche se lo stesso Šantic ha rilevato che in questo momento è ancora troppo presto per pronunciarsi sulle cause dell’episodio e sull’inizio delle operazioni di recupero. Il danno ammonta a 15 milioni di dollari.

La Ivana D, che per quasi due decenni, dal 2001, svettava per 18 metri sopra la superficie del mare, ha cessato sabato di inviare alcun tipo di segnale, sparendo alla vista della piattaforma Ivana A, questa sì con equipaggio e distante solo poche miglia dalla struttura colata a picco. L’Ina, titolare delle piattaforme in funzione al largo della città dell’Arena, ha subito informato della scomparsa il Centro nazionale per le operazioni di ricerca e salvataggio in mare, con sede a Fiume. Le ricerche, per l’imperversare del maltempo, non sono state possibili fino a ieri mattina. Anche dal ministero croato del Mare e Trasporti è stato confermato che le valvole di sicurezza sottomarine della piattaforma erano state chiuse in via preventiva, con sigillo del pozzo da cui veniva estratto il metano. Non c’è stato alcun danno, così le autorità, per l’ambiente marino. —

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