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Dallo spacciatore ai clienti violenti in bar: a Trieste raffica di Daspo urbani e aree “vietate”

Ambulanti-parcheggiatori sulle Rive in una foto di repertorio. Massimo Silvano

Fra novembre e inizio dicembre provvedimenti al ritmo di oltre uno ogni due giorni. Nel mirino pure i parcheggiatori abusivi 

TRIESTE A Trieste pioggia di Daspo urbani o sportivi, al ritmo di oltre uno ogni due giorni. Tra novembre e dicembre, in poco più di un mese, sono finiti nel mirino delle forze dell’ordine mendicanti, parcheggiatori abusivi e tifosi di calcio. Ma anche gli spacciatori (ciò in seguito al recente decreto legge adottato dopo la tragica morte del giovane Willy, avvenuta vicino a Roma lo scorso settembre). E pure gli avventori di locali particolarmente violenti e inclini alle risse – ben dodici –, presenti in questo periodo nonostante i bar siano stati più chiusi che aperti. È il report che la Polizia ha diffuso ieri a portare alla luce i provvedimenti di divieto di accesso ad alcune aree, emessi dal questore Giuseppe Petronzi e a cura della Divisione Anticrimine diretta da Delfina Di Stefano, per 24 persone che hanno trasgredito il Regolamento di polizia urbana e il decreto Minniti. Atti normativi, questi, che tutelano il decoro urbano. Ma anche la libera fruizione di alcune zone della città, dove si registra un determinato flusso di persone: dal centro storico alle aree interne delle infrastrutture ferroviarie, aeroportuali, marittime e di trasporto pubblico.

Si tratta di «un’attività di natura ordinaria – ha commentato Petronzi –, quale attestato anche di collaborazione con la Polizia locale, di competenza del questore, il quale fatta l’istruttoria, e verificata la gravità degli episodi e la loro reiterazione, in chiave di protezione della città in termine di sicurezza, emette appunto dei provvedimenti». È dunque grazie alla “norma Willy”, così è stata ribattezzata, se a uno spacciatore ventenne è stato possibile notificare un provvedimento di divieto di accesso per un anno alla zona della Rotonda del Boschetto e davanti o all’interno delle scuole vicine, per vendita di droga a due minorenni, già nel momento in cui è stato denunciato: non è più necessario per questo infatti attendere la sentenza di condanna.


La stessa norma punisce anche le dodici persone che con bottiglie e addirittura catene hanno provocato violenti risse all’interno o vicino a locali e fast food di Campo San Giacomo, piazza Libertà, piazza Goldoni, piazza del Perugino e piazza Foraggi. Vietato dunque per loro l’accesso nei bar di queste zone per sei mesi. Destinatari di daspo urbano da sei mesi a un anno anche sei mendicanti bulgari e romeni, già precedentemente multati dalla Polizia locale perché elemosinavano «in modo insistente, petulante o minaccioso». Una condotta portata avanti vicino a esercizi commerciali o aree di parcheggio o luoghi di culto o di interesse storico e culturale, in modo tale da limitare l’accesso e la fluidità del flusso pedonale. Ma anche nella stazione centrale, dove un uomo in particolare era stato più volte sorpreso nel tentativo pure di truffare i viaggiatori. Per questo il divieto di accesso riguarda il centro storico, la zona delle Rive fino a piazza della Libertà. Stessa disposizione adottata nei confronti di tre parcheggiatori abusivi che, lungo le Rive o nelle aree di parcheggio del centro storico, sono risultati “molesti”, «pretendendo un corrispettivo non dovuto e creando al contempo pericolo per la sicurezza della circolazione stradale». Il divieto è stato esteso anche a viale Miramare.

Due invece i Daspo sportivi della durata di un anno per altrettanti tifosi della squadra del Vicenza, a cui è vietata la partecipazione anche a manifestazioni sportive d’interesse federale. Nel novembre dello scorso anno, durante la partita della Triestina contro la squadra veneta, erano stati sanzionati per l’accensione di un fumogeno all’interno degli spalti gremiti, con pericolo per la sicurezza degli spettatori, e il danneggiamento di un autobus della Trieste Trasporti a bordo del quale la tifoseria era stata trasferita al termine della partita. —


 

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