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«Stop alle ferie fino al 20». Ma la rivolta del personale sanitario obbliga Asugi al dietrofront

Levata di scudi tra operatori e sindacati dopo la circolare del dg Poggiana che “precettava” gli addetti dell’Area emergenza. Poi la retromarcia, con il semplice invito a evitare assenze 

TRIESTE Prima la sospensione delle ferie – comunicata dal direttore generale – per tutto il personale dell’Area emergenza fino al 20 dicembre, ovvero il periodo che si annuncia più pesante per quanto riguarda l’impatto della pandemia sui reparti. Poi il dietrofront dopo la levata di scudi di operatori sanitari e sindacati, che hanno percepito lo stop alle ferie come un atto poco rispettoso degli sforzi che il personale ospedaliero deve sobbarcarsi per far fronte all’emergenza Covid.

Una querelle aperta da una circolare che nel pomeriggio di lunedì è stata indirizzata a direttori di Dipartimento e delle Sc, coordinatori infermieristici e responsabili di Ssd, ma non ai sindacati. Circolare firmata dal direttore generale di Asugi, Antonio Poggiana. «Al fine di rispondere alle esigenze assistenziali dovute alla seconda fase pandemica, si chiede di sospendere le ferie a tutta l’Area di emergenza di Asugi fino al giorno 20 dicembre».



La reazione non si è fatta attendere. A fronte delle rimostranze di personale sanitario e sindacati Poggiana ha accettato di fissare una riunione con i rappresentanti sindacali che si è tenuta ieri mattina. Presenti i rappresentanti di Fials, Cgil, Cisl, Uil, Fsi e Nursind. Il direttore generale ha dato la disponibilità a riformulare il contenuto della circolare in modo da evitare un’interpretazione troppo “impositiva”.

Nel pomeriggio Poggiana ha così emesso una seconda circolare, indirizzata questa volto anche alle organizzazioni sindacali, per precisare i contenuti della comunicazione precedente. Rid (responsabili infermieristici di Dipartimento) e coordinatori infermieristici «avranno cura di invitare il rispettivo personale, che opera nell’Area emergenza urgenza, a una riprogrammazione delle ferie stesse, e a valutare di caso in caso la compatibilità delle richieste con le esigenze del singolo servizio». Nell’Area emergenza-urgenza in questo caso vanno fatti rientrare Pronto soccorso e 118, terapia intensiva e semi-intensiva, reparti Arta Covid e Pneumo Covid, medicina d’urgenza e rianimazione.

Nella circolare si sottolinea che «a seguito dell’evoluzione della pandemia il carico assistenziale sta incrementando notevolmente» e che per quanto riguarda il personale infermieristico di cui si avvalerà l’Area «saranno riconosciuti tutti i più idonei istituti economici incentivanti previsti che saranno individuati d’intesa con le organizzazioni sindacali».

«Abbiamo accolto con favore la disponibilità dimostrata dal direttore generale – commenta Fabio Pototschnig, segretario regionale della Fials –. Nella prima circolare la sospensione delle ferie era inevitabilmente apparsa come una decisione calata dall’alto, ed era stata vista dal personale come un mancato riconoscimento dell’impegno profuso in queste settimane di enorme pressione tra superlavoro, doppi turni e giorni di riposo saltati». «Poggiana ha chiarito che non si trattava di un ordine tassativo, ma da applicare per le situazioni di necessità – riferisce Mario Lapi della Cisl Fp–. Le ferie, insomma, si potranno concordare. Ora l’importante è assumere e in questo senso abbiamo ricevuto rassicurazioni». Per Francesca Fratianni della CgilFp «se l’Azienda sanitaria avesse messo in atto per tempo azioni adeguate, assumendo in previsione della seconda ondata, ora non sarebbe stato necessario chiedere sacrifici sulle ferie a lavoratori che sono da mesi in prima linea». —




 

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