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La Croazia chiude i confini: fino al 15 dicembre si entra solo con il tampone. Slovenia, focolaio all’ospedale di Isola

Il test deve essere eseguito entro 48 ore dall’ingresso nel Paese. Positivo al Covid-19 anche il primo ministro Plenković

ZAGABRIA La Croazia chiude i confini. Il ministero degli Interni comunica che fino al 15 dicembre per entrare nel Paese da uno Stato estero che non sia classificato zona verde bisognerà esibire al confine un tampone negativo effettuato entro le 48 ore dall’ingresso in Croazia. Sono comunque esentati da tale obbligo i lavoratori transfrontalieri, gli operatori sanitari, coloro i quali solo transitano attraverso il territorio croato e chi non si ferma più di 12 ore nel Paese. E Zagabria non solo decide un ulteriore inasprimento delle norme anti-Covid-19, ma anche un considerevole aumento delle multe per chi le norme le viola. A chi accusa il ministro degli Interni e vice premier Damir Božinović di voler introdurre nel Paese uno stato di polizia lo stesso ministro replica che le norme restrittive sono state emanate per la salvaguardia della salute dei cittadini e comunque precisa che «la polizia non girerà bussando alle porte delle case per vedere se ci sono più di 10 persone negli appartamenti».

«Se c'è una denuncia - precisa - la polizia può uscire sul campo, può contattare il proprietario dell'appartamento, ma di certo non entrerà negli appartamenti e conterà le persone. Non è questo il punto. Il punto è eliminare queste situazioni e lavorare insieme per educare i cittadini che potrebbero non essere ancora consapevoli di come l'infezione si sta diffondendo e dei suoi pericoli».



E decisamente più incisive delle parole del ministro sono le cifre visto che nelle ultime 24 ore in Croazia i nuovi contagi sono stati 2.900 a fronte di 9.668 tamponi effettuati il che significa che il 30% di coloro che sono stati testati sono risultati positivi. Ma quel che spaventa di più è il numero dei morti: ben 75, altro tristissimo record che supera il primato già stabilito lunedì scorso. Un numero così alto di decessi in 24 ore non è stato registrato, scrivono i media croati, neppure ai tempi della Guerra patria (1991-1995). E tra i positivi c’è anche il primo ministro Andrej Plenković che subito nominato il vice primo ministro Tom Medved per sostituirlo in caso di impedimento, ma finora non ce n'è stato bisogno, ha riferito ieri il portavoce del governo Marko Milić. Il governo funziona normalmente e il primo ministro si sente bene e svolge tutte le attività e gli obblighi da casa, ha sottolineato Milić. Plenković è stato sottoposto a tampone lunedì scorso e il suo test è risultato positivo. Al premier era stata precedentemente data una misura epidemiologica di autoisolamento, e ora gli è stata data una misura di isolamento per 10 giorni. Attualmente si sente bene e continua a svolgere le sue attività e responsabilità da casa e seguirà tutte le istruzioni di medici ed epidemiologi, ha detto il portavoce. Plenković è finito in isolamento dopo che sua moglie è risultata positiva al coronavirus.



La situazione in Slovenia

A Lubiana ieri mattina il portavoce del governo Jelko Kacin ha comunicato chei nuovi contagi nel Paese sono 1.292 su %.868 tamponi effettuati, ossia il 22% dei testati è risultato positivo. «Se confrontiamo i dati con i dati di martedì scorso, quando c'erano 5.696 test e 1.302 casi positivi - ha detto Kacin - possiamo vedere che l'epidemia purtroppo non si sta calmando così velocemente come vorremmo». Il numero di decessi di pazienti con Covid-19 è stato il secondo più alto in un solo giorno fino ad ora con 55 decessi (44 negli ospedali e 11 nelle case di cura). Il numero di morti più alto in 24 ore si è avuto il 23 novembre scorso, quando i decessi da Covid-19 sono stati 59. Finora in Slovenia sono morti 1.490 pazienti. Secondo gli ultimi dati, l'incidenza di contagi a 14 giorni per 100.000 abitanti è di 961.

La casa per anziani Danica Vogrinec di Maribor, la più grande casa per anziani del Paese, conta attualmente 124 contagi attivi da Covid-19 su un totale di poco più di 800 residenti. Secondo il direttore Marko Slavič, la quota di residenti infetti non è grande rispetto ad altre case per anziani in Slovenia, ma si trovano di fronte a un grave problema organizzativo soprattutto considerando le assenze per malattia dei dipendenti, poiché 68 su un totale di 450 operatori sono attualmente infettati dal virus.

Le condizioni epidemiologiche si stanno deteriorando anche nell'Istria slovena. Secondo Tv Slovenia il virus è stato scoperto nei giorni scorsi all'Ospedale di Isola, dove sono stati testati tutti i dipendenti e pazienti. Secondo gli ultimi dati, sono infetti poco più di 30 dipendenti. Ci sono un totale di 57 pazienti in entrambi i reparti Covid, quattro sono in terapia intensiva e due sono morti lunedì scorso. Tra i positivi al coronavirus ci sono anche 20 pazienti di altri reparti che sono stati scoperti durante i test generali. —

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