Fiume, lo stabilimento navalmeccanico Tre Maggio riparte con le navi polari

Un’immagine d’archivio dei cantieri Tre Maggio di Fiume che iniziano nuovamente ad essere operativi

Gli armatori australiani hanno confermato la seconda unità. Costo 167 milioni di euro. Lavoro garantito per un altro anno

FIUME Una differenza abissale rispetto al 2019 e agli anni precedenti, con lo storico stabilimento navalmeccanico fiumano Tre Maggio che pareva condannato al fallimento e a finire nel dimenticatoio, come diverse altre realtà industriali in città.

Attualmente il cantiere di Cantrida (800 dipendenti e 300 cooperanti) sembra in buona salute, con il suo registro delle ordinazioni alquanto pieno e prospettive decisamente migliori rispetto al recente passato. Rimesso in piedi grazie all’aiuto del governo croato, il Tre Maggio è impegnato nel rispettare un paio di commesse, tra cui quella importantissima, strategica del gruppo australiano Scenic.


Ricordiamo che prima dell’estate, il Tre Maggio e l’armatrice “aussie” avevano firmato il contratto che prevede la costruzione a Fiume di 5 navi da crociera polare, per un valore complessivo di 860 milioni di euro.

Grasso che cola, si potrebbe dire, con i cantierini fiumani che nella tarda primavera di quest’anno hanno cominciato ad approntare la prima unità, lavori ora fermi e che saranno riavviati nelle prime settimane del 2021.

Dalla ditta fiumana Mkm Yachts, azienda figlia della Scenic, è stato comunicato che è alle battute conclusive l’ottenimento di un prestito di 100 milioni di euro per dare il via ai lavori relativi alla seconda unità, la cui chiglia dovrebbe venire posata la prossima primavera.

Il varo di questa super lussuosa e tecnologica imbarcazione, è quanto trapela da Cantrida, dovrebbe avvenire agli inizi del 2023.

Come da noi già scritto, i lavoratori del Tre Maggio sono e saranno adibiti alla costruzione degli scafi, mentre per le rimanenti strutture delle navi ci penseranno – sempre a Cantrida – i circa 100 lavoratori della Mkm Yachts e i loro 800–1000 cooperanti.

L’impresa australiana ha provveduto ad istituire un proprio cantiere navale nell’ambito del complesso cantridano, il che le ha consentito di beneficiare delle garanzie statali croate per le navi bianche, sotto lo stretto controllo di Bruxelles.

La seconda nave da crociera polare costerà intorno ai 167 milioni di euro, con la Scenic che coprirà con le sue garanzie il 52% dei costi di costruzione, mentre il restante 48% spetterà a Zagabria.

Qualcuno ha obiettato che al Tre Maggio sono rimaste solo le briciole, ma non è così perché i suoi cantierini avranno parecchio lavoro (e guadagni) nella costruzione degli scafi.

Inoltre non si poteva fare diversamente poiché la produzione al Tre Maggio deve rispettare criteri molto rigorosi, controllati dalla Commissione europea.

Fino a quando non si risaneranno le perdite del cantiere fiumano, uscito con le ossa rotte dall’esperienza avuta in seno all’ex gigante polesano Scoglio Olivi, il Tre Maggio non potrà ottenere nuovi prestiti rispetto a quelli già erogati dallo Stato croato per poter portare a compimento la costruzione di tre unità, di cui una consegnata di recente. –

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