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Poesie a ruota libera scritte dai bambini, così a scuola il Covid viene messo in “riga”

Tre maestre della D’Aosta hanno chiesto a una classe di descrivere il coronavirus seguendo nonsense e metrica del “Lonfo” di Maraini

TRIESTE. «Il lonfo non vaterca né gluisce e molto raramente barigatta, ma quando soffia il bego a bisce bisce sdilnca un poco, e gnagio s’archipatta». Chi non ricorda “Il lonfo” di Fosco Maraini? La più celebre poesia che il padre di Dacia inserì nella “Gnòsi delle fànfole”, datata 1978, una raccolta di brevi componimenti caratterizzati dall’uso di un linguaggio incomprensibile e unico basato sulla metasemantica, ovvero l’utilizzo di parole inesistenti, ma con un suono familiare.

Tre

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