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Il Fvg resta zona arancio ed evita la maxi stretta. Ma è record di morti: 35

Personale in servizio nel reparto di Terapia intensiva Covid dell’ospedale di Cattinara. Da lunedì diventeranno operativi otto posti letto in più

L’annuncio di Fedriga dopo il dialogo con Speranza: scongiurato il declassamento  Si punta al ritorno in area gialla tra una settimana. Nuovi positivi a quota 864

TRIESTE Il Friuli Venezia Giulia rimane in zona arancione, come da previsione della vigilia in Regione e da annuncio di ieri mattina di Massimiliano Fedriga. I numeri di questa settimana - sulle 24 ore, pur con 864 nuovi contagi, è arrivata l’attesa conferma che il picco della seconda ondata è alle spalle - fanno anzi sperare in un prossimo ritorno al giallo, con la riapertura dunque di bar e ristoranti e la possibilità di spostarsi liberamente fuori dal comune di residenza. Una luce in una giornata segnata però da un dato mai così drammatico sui decessi: 35 persone, di cui sei a Trieste e due in provincia di Gorizia, sono morte con diagnosi Covid.



Il venerdì è il giorno dell'approfondimento governativo, 21 parametri alla mano, sui report sanitari di Regioni e Province autonome. Il governatore ha voluto però sapere in fretta che aria tirasse e per le vie brevi ha ottenuto rassicurazioni dal ministro della Salute Roberto Speranza sul fatto che il Fvg non rischiava il rosso. Il focus sui dati Fvg della scorsa settimana, con Rt calato da 1,27 a 1,09, ha convinto gli esperti a non penalizzare la regione, tanto più a seguito di ricalcoli che hanno caricato su date precedenti qualche centinaio di casi. Insomma, andava meglio rispetto a quanto la stessa Regione comunicava quotidianamente. Roma ne ha tenuto conto e, vista anche la concreta frenata della curva negli ultimi giorni, non è escluso che la fascia che determina le restrizioni possa cambiare in meglio pure per il Fvg, come ieri per Liguria e Sicilia.



«Se le statistiche continueranno a migliorare – dichiara il presidente Fedriga –, con il nuovo Dpcm il Fvg tornerà in zona gialla: una condizione che, visti i numeri, sarebbe già realtà, ma che, ai sensi dell'ultimo decreto, necessita di 14 giorni per diventare esecutiva». Non resta che aspettare il 4 dicembre, giorno del prossimo decreto Conte. Senza però abbassare la guardia, avverte ancora il governatore: «Dobbiamo continuare a mettere in campo tutto l'impegno possibile a tutela della salute e delle attività economiche. Gli sforzi che faremo insieme nei prossimi giorni saranno fondamentali per tornare in area gialla e, più nel lungo periodo, per impedire che la curva dei contagi torni a salire».



Nell’attesa, il bollettino di ieri contiene l’elenco di 35 persone morte. A Trieste quattro uomini (di 88 e 86 anni, deceduti in ospedale, 84 e 69 anni, deceduti in Rsa) e due donne (di 92 e 82 anni, decedute in Rsa), in provincia di Gorizia due donne (di 92 anni del capoluogo, deceduta in Rsa, di 78 anni di San Canzian d’Isonzo, in ospedale). In Friuli si piangono sedici donne (quattro a Udine, due a San Giovanni al Natisone, e poi ad Azzano Decimo, Aviano, Mereto di Tomba, Mortegliano, Brugnera, Tolmezzo, Casarsa, Santa Maria La Longa, Castions di Strada e una settantenne di Fossalta di Portogruaro, deceduta in ospedale a Maniago, tra i 57 e i 103 anni, dodici le ultraottantenni) e undici uomini (quattro a Udine, e ancora Codroipo, Fiume Veneto, Azzano Decimo, Montereale Valcellina, Nimis, Palmanova, Aviano, tra i 73 e i 94 anni, sei gli over 80). Con 130 decessi a partire da lunedì, l’amara conta è arrivata a 776: 297 a Trieste, 280 a Udine, 170 a Pordenone e 29 a Gorizia.

I positivi al coronavirus comunicati dal vicepresidente con delega alla Salute Riccardo Riccardi aggiornano il totale delle infezioni a 27.963, di cui 12.111 in provincia di Udine (+372), 6.693 a Trieste (+124), 5.309 a Pordenone (+175), 3.513 a Gorizia (+190) e 337 di residenti fuori regione (+3). Nelle case di riposo sono emerse 108 positività tra ospiti (84) e operatori (24), all’interno di Asugi hanno contratto l’infezione un tecnico, un amministrativo, un terapista e quattro Oss.

Ma, se i numeri sono ancora alti, l’onda sembra passata. Come da segnali di metà settimana, finalmente, pur se tra le ultime regioni d’Italia, anche il Fvg ha visto abbassare l’incremento settimanale. Per la prima volta ieri si è registrato un decremento dei casi negli ultimi sette giorni (media giornaliera di 717) rispetto ai sette precedenti (738): -2,8% dal +3,9% di giovedì, scavalcato il Veneto che è a -1,6%, ma la media Paese è già al -19,3%. Il segno “meno” significa che la curva è in discesa. E verosimilmente lo sarà anche nei prossimi giorni. Con effetti positivi, ma che si vedranno in tempi più lunghi, su ricoveri e decessi.

Le ospedalizzazioni sono calate ieri nei reparti e bassa intensità (594, -5), le terapie intensive sono stabili a 55. Gli attualmente positivi sono 14.594 (+455), i totalmente guariti 12.593 (+374), i clinicamente guariti 339 (+22), gli isolamenti 13.606 (+438). —


 

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