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Truffa del tampone, anziana derubata a Trieste

Nella foto d’archivio un’anziana alle prese con un tentativo di intrusione da parte di uno sconosciuto

«Sua figlia ha avuto un incidente, servono soldi per il test»: la vittima ha consegnato gioielli per migliaia di euro

TRIESTE I truffatori fanno segnare un altro, odioso salto di qualità nel loro modus operandi: all’ormai collaudato raggiro che prevede la telefonata del malintenzionato all’anziana vittima per comunicare che il figlio o la figlia hanno avuto un incidente e necessitano di denaro in contanti o preziosi (che poi verranno ritirati a domicilio da un complice), si aggiunge ora un escamotage in tema Covid.



L’ultimo esempio ha visto come vittima un’anziana triestina che è stata così derubata di alcune centinaia di grammi d’oro, dal valore di diverse migliaia di euro. La donna, che abita in zona San Giusto, è stata raggiunta nel tardo pomeriggio di martedì dalla telefonata di uno sconosciuto il quale le ha riferito che la figlia aveva avuto un incidente e doveva essere sottoposta urgentemente a tampone, ma che per procedere c’era bisogno di un quantitativo consistente di denaro in contanti. Sconvolta dalla notizia e messa alle strette la donna è caduta nel tranello: «Non ho soldi in contanti, va bene se vi do dell’oro?». Più tardi, a casa dell’anziana si è presentata una sedicente operatrice sanitaria che si è fatta consegnare i preziosi e poi si è dileguata.

Non si è trattato dell’unico episodio avvenuto martedì. Un’altra donna anziana è stata truffata e derubata in casa e anche stavolta gli autori del raggiro hanno fatto leva sulla fragilità, indubbiamente acuita in questo periodo di pandemia, e giocato sui sentimenti familiari della vittima. La truffa è stata messa a segno nel rione di Rozzol. In questo caso alla donna presa di mira è arrivata una telefonata in cui uno sconosciuto riferiva che il figlio dell’anziana aveva causato un incidente stradale e che per sanare la pratica con la controparte bisognava pagare subito. Preoccupata, lei ha acconsentito e poco dopo alla porta si è presentata una donna, sostenendo di essere un’amica della persona che aveva telefonato: si è fatta consegnare soldi in contanti (circa duemila euro) e un modesto quantitativo d’oro.

Solo più tardi, dopo essersi riprese dallo spavento, le due vittime si sono rese conto di essere state raggirate e hanno telefonato ai figli. A quel punto è stata contattata la Polizia di Stato e nelle abitazioni delle due anziane raggirate sono arrivati gli agenti della Squadra volante per avviare gli accertamenti.

La Questura invita ancora una volta i triestini a diffidare da simili comportamenti, messi in atto da individui che cercano di carpire la fiducia di persone deboli, anziane e che vivono da sole, per mettere in atto le truffe. Al minimo sospetto, l’invito è sempre quello di informare prontamente le forze dell’ordine, senza timori.—


 

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