Prima la frattura al femore, poi il Covid: morto il farmacista Rubino

Il professionista era molto noto in città. Era stato anche presidente dell'Ordine

TRIESTE La frattura del femore, il ricovero prima in ospedale poi in una Rsa e infine il Covid-19, che purtroppo non ha lasciato scampo a Gianni Rubino, 89 anni, uno dei grandi farmacisti di Trieste, deceduto lo scorso 22 novembre. Rubino, che per 5 anni è stato anche presidente dell’Ordine dei farmacisti di Trieste, era titolare della storica farmacia “Alla Croce Verde”, aperta dal 1924 in via delle Settefontane 39, e gestita oggi dalla terza generazione. Nel 2002 aveva rilevato anche la farmacia “Di Gretta” in Largo Osoppo.

Rubino, poco più di due mesi fa, è stato tradito da una brutta caduta tra le mura domestiche. Da lì il suo ricovero in ospedale e, successivamente, in una Rsa. A seguito di ulteriori complicazioni, lo scorso 11 novembre è stato necessario un suo rientro all’ospedale di Cattinara, dove è stata rilevata la sua positività al virus. «Nella sua vita aveva vinto diverse battaglie a livello sanitario – racconta commosso il figlio Umberto – e pensavamo riuscisse a farcela anche questa volta». «Negli ultimi due mesi, dal giorno del suo ricovero – continua –, io e mia sorella abbiamo potuto vederlo per dieci minuti solo due volte». Le visite sono avvenute quando il padre si trovava in un reparto dove era consentito fare visita ai parenti solo previo appuntamento. «Oltre a quei pochi minuti – testimonia il figlio – è stato veramente molto difficile avere dal reparto notizie sullo stato di salute di mio padre».


La positività al Covid-19 è stata evidenziata 15 giorni fa. Trasferito nel reparto specifico del Maggiore, è poi spirato. Un’ottimista, riflessivo, generoso, «è stato un buon padre, di lui non dimenticherò mai il sorriso e le parole di conforto che non sono mai mancate quando ne avevo bisogno», ricorda il figlio.

«Era il presidente quando io mi sono iscritto all’Ordine – ricorda Marcello Milani, attuale presidente dei Farmacisti e di Federfarma –. Ero molto affezionato a lui, persona a cui guardare come referente per la professionalità». Rubino lascia due figli, cinque nipoti e l’amata moglie Adriana con la quale era sposato da 63 anni. Amava il mare e la sua barca, una passione che ha coltivato tutta la vita. Ed è proprio nelle acque del golfo triestino che, per sua stessa volontà, verranno disperse le ceneri. —


 

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