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Trieste, Harry’s Piccolo e chef Metullio premiati con 2 stelle Michelin

Dopo il primo assegnato nel 2018 la storica guida attribuisce il secondo “gallone” al locale affacciato su piazza Unità e guidato dal 31enne professionista triestino

TRIESTE Sull’Harry’s Piccolo e il suo chef Matteo Metullio brilla la seconda stella Michelin. Il prestigioso riconoscimento – conferito nell’anno più buio per la ristorazione causa l’emergenza sanitaria – è frutto di un duro lavoro dello staff del ristorante che si affaccia su piazza Unità, e regala lustro alla cucina triestina e alla città tutta. La prima stella era stata conferita due anni fa. Ieri il nuovo traguardo, annunciato nel corso della presentazione in diretta streaming della 66.ma edizione della Guida Michelin. L’Harry’s Piccolo è stato quest’anno uno dei tre ristoranti italiani a guadagnare la seconda stella della “Rossa”, assieme a D’O di Davide Oldani e il Santa Elisabetta di Firenze. Un anno pieno di novità per l’Harry’s Piccolo, che lo scorso luglio ha cambiato anche proprietà, passando nelle mani della Arthur srl del veneto Alfredo Rubino. «Siamo felicissimi per lo splendido risultato raggiunto», si limitano a dichiarare entusiasti lo stesso Rubino e Alex Benvenuti, oggi amministratore della struttura.



Trentun anni, triestino, Metullio nel 2019 aveva lasciato il due stelle al Siriola di San Cassiano in Alta Badia. Una scelta dettata dal desiderio di stare più vicino alla moglie al figlio. Così è tornato nella sua Trieste. La cucina dell’Harry’s Piccolo, però, dal 2018 portava già il suo nome, grazie a un rapporto di consulenza che era valso la conquista nel novembre dello stesso anno della prima stella. Ora, a due anni di distanza, è riuscito assieme a Davide De Pra e al resto della squadra – nove in brigata, tre in pasticceria e nove addetti alla sala – a riconquistarsi le due stelle. Per la guida nata per consigliare i viaggiatori, dunque, l’Harry’s Piccolo «merita una deviazione»: questo il significato attribuito alle due stelle, mentre una stella «merita una sosta» e il tris «vale il viaggio».

«Sono molto grato a chi ha investito nel progetto», premette Metullio: «Il risultato è frutto di un duro lavoro, ma a contribuire è stata anche una riuscita ristrutturazione degli ambienti. Sono contento anche di aver regalato a Trieste un riconoscimento che proietta la città e la sua cucina a livello internazionale, visto che al mondo esistono poco più di 400 ristoranti due stelle Michelin». Quale la prossima sfida di Metullio? «Top secret», dichiara ironico lo chef. Il suo locale da settimane è chiuso oltre che per obblighi di legge legati all’emergenza Covid, anche per dei lavori di riassetto interno programmati da mesi, e che coinvolgono l’intero albergo Ai Duchi d’Aosta. Emergenza sanitaria permettendo, riaprirà prima di Natale, ma a breve ripartirà con il delivery. Questa volta a due stelle.—


 

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