Tarvisio senza sci ma a Kranjska Gora i preparativi sono in corso

In attesa delle regole governative, località slovene all’opera per la stagione. In ogni caso la mobilità dal Fvg è stoppata 

TRIESTE A Kranjska Gora, a pochi passi da Tarvisio, si lavora come se la stagione degli sci dovesse iniziare regolarmente. I cannoni sparaneve sono in funzione, ci si sta preparando al via tra una decina di giorni. Una beffa per chi, dall’altra parte del confine, come in tutto il Friuli Venezia Giulia montano, sarà costretto, stando alla posizione manifestata dal governo Conte, a uno stop imposto dalla pandemia.

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Pure in Slovenia si fanno i conti con il Covid, ma nella località sciistica dell’alta valle della Sava, come in tutte le stazioni sciistiche del Paese, nell’attesa delle regole governative su come gestire l’afflusso dei turisti in tempi di virus, ci si sta preparando a un inverno quasi normale. Non a caso, i portali dei principali impianti sciistici permettono di acquistare skipass e di prenotare alberghi e altre strutture ricettive. Una linea che pare essere non troppo diversa da quella di Svizzera e Austria, che hanno già reso nota l’intenzione di passare sopra l’emergenza sanitaria e consentire alle attività economiche in alta quota di rimediare almeno in parte ai fatturati in picchiata da inizio 2020. In Svizzera c’è già un sostanziale via libera, con varie disposizioni anti-Covid adottate a livello cantonale, ma senza che al momento nessun cantone limiti la pratica dello sci. Fermi restando l’obbligo di mascherina nei luoghi a rischio assembramento, le distanze e le misure di igiene.



In Austria si aspetta invece il 6 dicembre, la fine del lockdown deciso dall’esecutivo di Vienna, ma non sembrano esserci dubbi sulla partenza della stagione. «Le vacanze invernali in Austria saranno sicure, non accoglieremo la richiesta avanzata dall’Italia di tenere chiusi i nostri impianti di risalita», le parole di Elisabeth Koestinger, ministro del Turismo. Insomma, lo scenario è quello di Paesi confinanti pronti a partire nei tempi consueti, a inizio dicembre, e di un’Italia, Fvg compreso, che rimarrà a guardare. Come peraltro faranno anche Francia e Baviera, probabilmente fino alla prima settimana di gennaio, quando con il Natale e il Capodanno alle spalle si ritiene di non favorire una ulteriore impennata del contagio.

Un quadro differenziato che spinge la deputata di Fi Sandra Savino a sollecitare l’intervento dell’Europa «per scongiurare una concorrenza sleale che danneggerà un importante comparto turistico». Il rischio, secondo Savino, è pure quello del pendolarismo oltre confine, anche se al momento vige il divieto di spostamento se non per motivi di lavoro, salute o stretta necessità. 




 

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