Pirano 2025, l’ultima sfida con Gorizia-Nova Gorica

Pubblicato il dossier dei comuni costieri candidati a Capitale europea della cultura. Polemica su un documento bocciato. Il sindaco di Capodistria: possibilità ridotte

“L’onda del cambiamento” è partita. Ieri, Pirano ha pubblicato il dossier relativo alla propria candidatura ufficiale a Capitale europea della Cultura 2025, secondo un progetto congiunto con Isola, Ancarano e Capodistria. Riuniti attorno a questo slogan che ricorda sia il mare che le ambizioni di trasformazione dell’Istria, i quattro comuni della costa slovena si sono così lanciati nell’ultima fase della corsa per l’ambito titolo europeo. Il traguardo è fissato al 18 dicembre, quando una giuria internazionale sceglierà tra le quattro finaliste rimaste: Lubiana, Ptuj, Nova Gorica (candidata assieme a Gorizia) e appunto Pirano, anch’essa portatrice di un’iniziativa transfrontaliera che coinvolge Trieste, Muggia, Venezia, la regione Veneto e quella istriana.



Il dossier di 100 pagine pubblicato ieri - e consegnato al ministero sloveno per la Cultura - rappresenta il risultato di un lavoro durato due anni, al quale hanno preso parte più di 500 organizzazioni di 41 paesi diversi. L’onda del cambiamento punta ad affrontare le divisioni e i nazionalismi che attraversano oggi l’Europa, proponendo il punto di vista dell’Istria, la cui storia parla di coesistenza e di identità composite. Proprio per questo, il progetto è fin da subito andato oltre i limiti amministrativi della città capofila - Pirano appunto - puntando a coinvolgere quello spazio culturale regionale di cui la cittadina fa parte: l’Istria slovena, ma anche dieci comuni croati, tre città italiane (Venezia, Trieste e Muggia) e le Regioni dell’Istria e del Veneto, che hanno appoggiato formalmente la candidatura.



In Friuli Venezia Giulia peraltro il tema degli appoggi non è stato privo di polemiche. La Regione autonoma Fvg (e quasi trenta dei suoi comuni) sostiene da tempo, anche con stanziamenti in Finanziaria, la corsa di Gorizia-Nova Gorica, e in questo contesto il sostegno di Trieste a Pirano è stato criticato (la situazione rischia di «elidere» le due candidature, ha detto nei mesi scorsi l’assessore regionale del Fvg alla Cultura Tiziana Gibelli). Ma il sindaco del capoluogo giuliano Roberto Dipiazza ribadisce: «Abbiamo fatto un ragionamento di buon senso, mantenendo aperta la porta del dialogo con Pirano per cercare di dare maggiori possibilità al nostro territorio regionale nel caso non dovesse vincere la candidatura di Nova Gorica». «Trieste ha avuto un ruolo fondamentale: è stata tra le prime città a sostenerci e si è impegnata, come le altre, sia a livello progettuale che di impegno di spesa per attività a favore dei suoi operatori culturali», annota invece Martina Gamboz, responsabile della candidatura “«Piran-Pirano 4 Istria 2025”.

Se dovesse andare in porto, il programma culturale de “L’onda del cambiamento” potrà contare su un budget di 10 milioni di euro provenienti dal governo sloveno, mentre i quattro comuni costieri assicureranno assieme altri 12 milioni di euro, ai quali poi si aggiungeranno fondi da altri sponsor. Tra i progetti previsti, la trasformazione del magazzino del sale di Pirano (Monfort) in un centro per l’arte teatrale contemporanea e i nuovi media, o ancora la creazione di un centro per la traduzione a Capodistria. Ma le iniziative sono tante e l’obiettivo ultimo è quello di creare coesione e far lavorare assieme gli abitanti di uno spazio frammentato dai confini ma non per questo meno unito nella storia e nell’identità.

Proprio in questa direzione va anche la Strategia regionale istriana, un documento programmatico che, sebbene sia separato dalla candidatura ufficiale, la completa e accompagna. Elaborata dai quattro comuni della costa slovena con l’intento di creare un principio di approccio regionale sulle questioni culturali, la Strategia non ha tuttavia superato il suo primo test a Pirano. Martedì, il consiglio comunale di Pirano ha rifiutato l’approvazione del documento, accolto invece dagli altri comuni costieri. «Ora le nostre possibilità di vincere sono sicuramente ridotte», lamenta il sindaco di Capodistria Aleš Bržan, «ma non siamo arrabbiati tra di noi. Si prova e si va avanti. Intanto, aspettiamo il 18 dicembre». —




 

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