Il contagio è entrato in 106 case di riposo del Fvg su 170 strutture totali

Nella seconda ondata 1.334 ospiti e 569 operatori positivi. Trend in calo rispetto a inizio ottobre. I dati presentati da Riccardi. Opposizioni e sindacati all’attacco

TRIESTE Sono 106, su 170, le case di riposo in Friuli Venezia Giulia dove il Sars-Cov-2 ha colpito. Il quadro è stato delineato dal vicepresidente della Regione Riccardo Riccardi durante i lavori del Consiglio regionale nel corso dei quali il piano pandemico dell’Azienda sanitaria universitaria giuliano isontina è finito più volte nel mirino delle opposizioni. Sul tema delle strutture per anziani sono intervenute anche Cgil, Cisl e Confsal Fials. Nella seconda ondata pandemica, secondo i dati al 24 novembre forniti dal vicegovernatore, sono stati registrati contagi in 106 realtà per un totale di 1.334 ospiti e 569 operatori positivi. In 39 residenze il contagio ha riguardato più di dieci ospiti.

I numeri


In Fvg vivono nelle case di riposo 9.745 persone su un totale di 10.930 posti, con un tasso di occupazione dell’89%. Il numero maggiore di strutture è concentrato nell’area di riferimento di Asugi per un totale di 96, per Asufc (Udine) sono 52 e 22 per Asfo (Pordenone). Nell’area giuliana nelle strutture per anziani sono ospitate 2.406 persone delle quali 2.309 sottoposte a tampone, con 336 positività al 1° ottobre e 235 oggi. Nell’Isontino invece sono ospitate 936 persone, 884 delle quali sono state sottoposte a tampone, con 182 positività a inizio ottobre e 174 oggi. Nel complesso quindi il test ha interessato 3.193 anziani su 3.342, con 518 positivi al 1° ottobre e 409 ad oggi. Sul fronte del personale invece ci sono 2.608 operatori, 2.601 dei quali sono stati sottoposti a tampone: 224 erano quelli positivi al 1° ottobre, mentre oggi sono 155. Infine, sul fronte della disabilità afferiscono all’Asugi 478 ospiti dei centri diurni, dei quali 388 sottoposti a tampone, con 48 positività a inizio ottobre e 35 oggi, mentre 528 dei 651 operatori sono stati testati, con 54 contagiati al 1° ottobre e 36 ad oggi.

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Gli attacchi

A finire al centro delle critiche dei consiglieri regionali di opposizione è il piano pandemico predisposto da Asugi. «Mancano le strutture per la quarantena a conferma dell’assennza di programmazione», ha affermato Andrea Ussai (Movimento 5 stelle) ricordando la scelta «gravissima» di Asugi di non trasferire gli anziani positivi dalle case di riposo. Secondo Francesco Russo (Pd) «parliamo di un fenomeno, quello della seconda ondata Covid, ampiamente previsto e prevedibile ed è inverosimile che non si sia fatto un piano per minimizzare i danni del Sars-Cov-2». Un concetto ripreso anche da Tiziano Centis (Cittadini): «La situazione che fotografiamo ad oggi è drammatica. Il virus corre ad alta velocità proprio nelle residenze per anziani, colpendo la popolazione più fragile». Infine Walter Zalukar (Misto) ha denunciato il fallimento dell’assistenza domiciliare per mancanza di personale.



la replica

Riccardi ha parlato di difficoltà come nel resto del mondo: «Il piano pandemico di Asugi è stato applicato e sta svolgendo la propria funzione, rispondendo ad ogni inasprimento della curva pandemica e attivando tutte le riorganizzazioni aziendali e le risorse pianificate. Dal primo ottobre sono stati trasferiti 140 anziani ma la diffusione del virus è molto più rilevante rispetto alla prima fase ed il numero dei contagiati è aumentato notevolmente. A breve saranno quindi resi disponibili ulteriori 170 posti letto in strutture che hanno manifestato l’interesse ad accogliere ospiti positivi al Covid».

I sindacati

Sul versante sindacale invece Francesca Fratianni della Cgil Fp, Mario Lapi della Cisl Fp e Fabio Pototschnig, segretario regionale della Fials, hanno denunciato la mancanza di controlli nelle strutture per anziani. «I Dpi vengono gestiti malissimo – spiegano – e il Dipartimento di prevenzione dovrebbe fare dei controlli in quanto poi ricade sul personale Asugi la risoluzione dei problemi. A questo si aggiunge anche la decisione dell’Azienda di inviare nelle strutture personale neo assunto e non adeguatamente formato. Spesso si tratta dei neolaureati che si trovano a dover gestire situazioni complesse senza un’adeguata preparazione. A questo si sommano le condizioni contrattuali: infatti, dei 66 laureati pochi giorni fa, solamente una quarantina ha accettato di entrare con il CoCoCo, una forma contrattuale che prevede una contribuzione peggiore legata alla gestione separata Enpapi. Dalla Rsa (rappresentanza sindacale aziendale, ndr) è stata anche inviata una lettera alla direzione Asugi nella quale si denuncia la mancanza di personale».

La richiesta

Proprio sulla mancanza di operatori è intervenuta pure la Cgil Fvg con una nota congiunta del segretario generale Villiam Pezzetta e di Rossana Giacaz e Susanna Pellegrini, per chiedere la convocazione urgente del tavolo del personale. «Lo stato sempre più teso dei rapporti tra le singole aziende sanitarie e le organizzazioni sindacali riflette non soltanto la totale chiusura dei direttori alle richieste concrete avanzate dai lavoratori e dal territorio, ma anche l’assenza di passi avanti e di risposte nell’ambito del tavolo regionale tra assessorato e parti sociali». —


 

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