Fedriga spazza i dubbi sull'ordinanza Fvg: «Cibo e bibite all’aperto? Sì ma lontano dai locali»

Il presidente della Regione chiarisce i contenuti della sua ultima ordinanza dopo le perplessità dei cittadini: «Bisogna evitare di creare assembramenti»

Fvg vietati il cibo per strada e gli allenamenti degli sport di squadra: la nuova ordinanza

TRIESTE «L’ordinanza è chiara: si può consumare all’aperto a patto di allontanarsi dal locale e senza creare assembramenti». Il presidente della Regione Massimiliano Fedriga fa chiarezza sulla sua ordinanza e chiude la questione “caffè all’aperto sì, caffè all’aperto no” confermando la corretta interpretazione data dalla Fipe di Trieste: sì purché a distanza da bar e ristoranti. Di fatto, rispetto alle limitazioni previste dal Dpcm per le zone arancioni, ci sono solo piccole differenze sostanziali. Il documento presentato e depositato lunedì scorso giuridicamente vieta infatti la consumazione di alimenti e bevande all’aperto su area pubblica, o aperta al pubblico, nelle vicinanze degli esercizi di vendita e comunque in luoghi dove siano possibili assembramenti.



«La disposizione – spiegano dalla Regione – non consente, quindi, il consumo di bevande e alimenti in prossimità dei locali e in tutti quei luoghi nei quali c’è il rischio del formarsi di affollamenti poiché il consumo di tali prodotti comporta l’abbassamento del dispositivo di sicurezza a copertura di naso e bocca, con conseguente aumento del pericolo di contagio interpersonale». Sulla base del Dpcm nazionale dello scorso 3 novembre, inoltre, i cittadini devono comunque mantenere una distanza di sicurezza di almeno un metro. Usando esempi pratici, quindi è possibile comprare da mangiare o da bere per asporto. Non ci si può fermare in prossimità di un locale perché «l’obiettivo – sottolinea Fedriga – è di impedire i capannelli di persone all’esterno. Si può però mangiare e bere all’aperto mantenendo le distanze».



In pratica si potrà comprare il pranzo in un locale del centro a Trieste e sedersi poi sul molo Audace per mangiare, a patto però di mantenere le distanze di sicurezza. Chiaramente se ci dovesse essere un affollamento importante, ecco che sarà opportuno spostarsi in altra sede per evitare una sanzione, optando ad esempio per una panchina delle Rive. Un discorso simile si può fare ad esempio per il caffè. Le criticità sono emerse dopo il passaggio del Friuli Venezia Giulia dalla zona gialla a quella arancione, molti cittadini infatti si fermavano nei dehors dei locali a bere. In questo senso le forze dell’ordine hanno consigliato di rimuovere sedie e tavolini o impedirne l’utilizzo, e l’intervento ha portato subito a risultati importanti. Nel corso del tempo le persone però continuavano a stazionare magari vicino ai locali dove altri si recavano a prendere qualcosa e questo creava in alcune zone degli assembramenti. Da lunedì non è quindi possibile fermarsi nelle immediate vicinanze di un bar, ma è possibile sorseggiare il caffè magari passeggiando. Unico vincolo il mantenimento della distanza di almeno un metro se si tratta di persone non conviventi. Il concetto può essere chiaramente riproposto per qualsiasi luogo della città.

Non è possibile invece bere o mangiare alla fermata dell’autobus in presenza di altre persone. Anche se la stagione non è la migliore per consumare un gelato passeggiando, con le attuali regole è possibile farlo purché, come sempre, non lo si faccia creando gruppo e assembramento. Si chiudono così alcuni giorni di incertezza nel corso dei quali alcuni locali avevano anche deciso di chiudere. La Fipe di Trieste aveva già nella giornata di martedì inviato una circolare agli associati, confermando la possibilità di proseguire con le vendite d’asporto e invitando i cittadini a «continuare ad aiutare i pubblici esercizi». —


 

Merluzzo al vapore al pomodoro e taggiasche, farro, cime di rapa alle mandorle

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi