Alla prima giornata il nuovo skate-park è già tutto esaurito dai ragazzi di Ronchi

I ragazzi di Ronchi dei Legionari all’opera nel nuovo skate park, che attende le ultime rifiniture, realizzato nell’ex Cavea con soldi pubblici e donazioni di un privato (Fotoservizio Katia Bonaventura)

Nell’ex Cavea il ritrovo dei giovani: «Aspettavamo da tempo. Finalmente ci siamo riusciti, un impianto per esperti e non»

RONCHI Primo giorno di apertura e subito preso d’assalto dai ragazzi il nuovo skate park realizzato a Ronchi dei Legionari, nell’ex Cavea degli impianti di base, grazie alla sinergia tra un privato, che ha donato 7 mila euro per l’acquisto delle attrezzature e l’amministrazione comunale che ha stanziato 28 mila e 500 euro per i lavori di riqualificazione e predisposizione dell’area. Che gli amanti dello skateboard abbiano gradito il regalo, lo si capisce da quanti, già dalle prime ore seguite allo smantellamento ancora da ultimare del cantiere, abbiano voluto cimentarsi nelle tre strutture che sono state sistemate da una ditta specializzata del settore.



Un “manual pad”, con angolari rinforzati, un “box rail” ed un altro marchingegno che serve per far volare le tavolette tanto amate dai ragazzi.

«È proprio una bella realizzazione e ne siamo felici – sottolinea Andrea, uno dei ragazzi che hanno collaborato a questo importante obiettivo – e anche se abbiamo dovuto attendere tanti e tanti anni finalmente ci siamo. Le tre strutture sono certamente basiche, ma consentono di divertirsi qui anche per delle ore. Sono adatte a chi si avvicina per la prima volta al mondo dello skateboard, ma vanno bene anche per chi è più sgammato».

Il risultato anche della tenacia, durata parecchi anni, degli appassionati dello skateboard a Ronchi dei Legionari, protagonisti, nel passato, di tante iniziative attraverso le quali era stato chiesto all’amministrazione comunale di prendere in considerazione la possibilità di realizzare una struttura dedicata proprio a questa disciplina sportiva.

«Un fatto molto importante – aggiunge Andrea – è che il progetto non è stato calato dall’alto, ma il Comune ed in particolare il sindaco, Livio Vecchiet, hanno chiesto a noi ragazzi di collaborare, di essere parte attiva per la realizzazione di questo parco. È una grande opportunità per i ragazzi che, troppo spesso, non hanno spazi nei quali far maturare le proprie passioni. È il meglio che si potesse fare con i soldi a disposizione, ma crediamo che, sempre grazie alla collaborazione, il parco potrà essere implementato con la realizzazione di due scivoli».

Di una struttura dedicata a questo sport si era parlato già in occasione di una seduta del Consiglio comunale nel luglio del 2008. E ciò con la presentazione di un apposito ordine del giorno presentato dall’ex consigliere comunale Luigi Bon che aveva posto la sua attenzione sulla questione cavea e sulla richiesta proveniente da un’associazione di giovani del territorio, volta ad ottenere dalla municipalità ronchese di uno spazio per la pratica di questa attività sportiva. La discussione in consiglio era durata per circa un’ora ed era stata seguita da un’affollata presenza di giovani direttamente coinvolti ed interessati nel dibattito. Ma, allora, non si era arrivati, come si dice, dalle parole ai fatti.

«Certo che un po’ di amarezza c’è per il tempo perduto – sono ancora le parole di Andrea – ma dobbiamo pensare che ora lo skate park c’è e possiamo godercelo. È importante per i ragazzi della mia età, ma, sopratutto, per quelli più giovani che, sempre di più, amano questo sport che, diventato disciplina olimpica, piace ed è un ottimo veicolo di socializzazione e di quel che significa vivere un territorio ed esserne partecipi».

Ciò, va ancora sottolineato, è stato possibile grazie alla donazione di un privato. In questo modo, poi, è stata recuperata l’area per nulla sfruttata dell’ex cavea. Fu realizzata negli anni Ottanta assieme alla sistemazione di tutto il parco dell’area scolastica del centro. Una struttura in legno lamellare e con un’adeguata copertura che, agli inizi del 2000, fu smantellata perché non più a norma e, quindi, pericolosa. —

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