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A Grado ricerche a tappeto in mare e laguna, ma del pescatore nessuna traccia

Mobilitazione per l’intera giornata: è ancora mistero sulla scomparsa del gradese Giordano Sanson. Oggi le ricerche sono riprese fin dal primo mattino

/GRADO Sono proseguite ininterrottamente anche ieri le ricerche del pescatore gradese Giordano Sanson di 77 anni, scomparso quasi certamente in mare nel pomeriggio di martedì. Tutto al momento rimane avvolto nel mistero. Non si sa dove sia finito in mare (questa è l’ipotesi che si dà per scontata) e perché sia scomparso, ovvero cosa possa essere accaduto. Non si esclude, peraltro, che l’uomo possa essere stato colto da un malore. L’unico fatto certo è che nella tarda serata di martedì è stata trovata alla deriva la sua barca, uno spifferetto in vetroresina.

La freccia rossa in mezzo al mare indica il punto dov’è stato trovato il barchino e l’altra con il punto delle ricerche dei vigili del fuoco


Sanson ha sempre fatto il pescatore. Per un lungo periodo di tempo aveva anche una barca più grande, la Dalia. Poi, andato in pensione, toltosi come socio della Cooperativa Pescatori, aveva continuato a pescare in solitaria. E così ha fatto anche martedì pomeriggio quando ha mollato gli ormeggi e si è diretto verso la zona dove aveva calato le reti il giorno precedente, un posto che evidentemente era promettente per la pesca. Si tratta di una zona antistante la diga più o meno all’altezza del municipio, ovviamente distante dalla riva. Proprio in quel punto ieri si sono immersi più volte i sommozzatori dei vigili del fuoco giunti da Trieste, una delle ipotesi che sono state fatte è che l’uomo possa essere caduto in mare ed essere rimasto intrappolato nelle reti. È probabile, infatti, che quando è uscito dal porto-canale di Grado, abbia preso questa direzione ma a quanto pare non è mai arrivato sul posto.



Il tempo lunedì era bello quando ha imboccato la Litoranea Veneta, ma la bora soffiava in modo piuttosto sostenuto. Di solito il settantasettenne gradese pescava in mare, abbastanza sotto costa, come abbiamo detto, oppure in laguna. Ecco perché quindi le ricerche effettuate lunedì sera fino a tarda ora e proseguite per l’intera la giornata di ieri hanno riguardato entrambe le aree. In laguna le ricerche sono andate ben oltre la vasta area di competenza gradese, dall’isola di Sant’Andrea le verifiche si sono spinte fino a Lignano. In mare le ricerche si sono estese addirittura fino in Veneto. Che poi la barca dello scomparso sia stata trovata piuttosto al largo, è evidente che il vento, la corrente marina e anche i diversi cambi di marea possono averla trasportata con facilità da dove era rimasta priva del pilota.

Stesso ragionamento per il corpo di Sanson, ammesso che sia finito in acqua, gli elementi naturali possono averlo trasportato chissà dove. Analoghi fatti accaduti in passato hanno dimostrato a ogni modo che il corpo di una persona annegata riemerge mediamente dopo tre giorni, tuttavia con le temperature fredde il tempo di solito si dilata. Bisogna pure tener conto che l’uomo indossava gli abiti pesanti della stagione e quasi certamente anche gli stivali, aspetti per i quali si può ritenere che probabilmente sarebbe stato vano qualsiasi tentativo di riemergere da parte del pescatore settantasettenne, qualora fosse stato ancora in grado di reagire.Giordano Sanson era un uomo di una forza forse non comune. Ecco spiegato, dunque, il motivo per cui le ricerche sono particolarmente difficili. I soccorsi sono coordinati dalla Capitaneria di Porto di Trieste assieme a quella di Monfalcone, con il coinvolgimento ovviamente anche degli uomini di Circomare Grado. All’attività di ricerca partecipano inoltre i Carabinieri, la Guardia di Finanza e i Vigili del fuoco. Oltre all’impiego delle motovedette e di altri mezzi nautici, nonché all’attività di ricerca svolta dai sommozzatori dei vigili del fuoco, si sono alzati in volo anche gli elicotteri della Guardia di Finanza e delle Capitanerie di Porto.–

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