Slovenia, le opposizioni pronte a sfiduciare Janša entro Natale

Alla Coalizione dell’area costituzionale mancano però ancora 7 voti al ribaltone. Decisiva sarà la posizione del Partito dei pensionati, a breve a congresso

LUBIANA La cosiddetta Coalizione dell’area costituzionale, acronimo sloveno Kul, sta lavorando a ranghi serrati per cercare di racimolare i voti sufficienti per proporre (e far approvare) la sfiducia costruttiva del premier Janez Janša già entro Natale. Ovviamente il leader della Kul, Jože P. Damijan, ha annunciato che avrebbero presentato in Parlamento un voto per la sfiducia costruttiva al governo in carica quando avrebbero avuto 46 voti parlamentari, ossia la maggioranza su 90 deputati. Al momento ne mancano ancora sette.

P.Damijan ha affermato, in una conferenza stampa digitale, che non renderà pubbliche le posizioni negoziali, ma che la matematica è chiara e che sono necessari altri sette voti per riuscire a ottenere la sfiducia costruttiva del governo Janša. «La chiave è che abbiamo formato la Kul - ha sostenuto - e invitato altre parti a unirsi a noi in questo progetto. Se accade che non otteniamo questi voti, non potremo essere biasimati, ma la responsabilità sarà di coloro che non vorranno unirsi a noi». Ricordiamo che, fino ad oggi, la Kul è costituita dai socialdemocratici (Sd), da Levica (Sinistra), Alleanza per Alenka Bratušek (Sab) e la Lista Marjan Šarec (Lmš), questi ultimi entrambi ex premier.


In un'intervista al settimanale Mladina, Damijan ha dichiarato di avere la consapevolezza che Kul avrebbe racimolato abbastanza deputati per sostituire l'attuale coalizione. Tuttavia, ha precisato, che la coalizione di opposizione non ha mai detto di avere in tasca i 46 voti in Parlamento, ma che sta lavorando per questo e intessendo relazioni. «La sfiducia costruttiva si verificherà nel momento in cui almeno due partiti decideranno di aderire e sostenere la mozione di sfiducia nell'Assemblea nazionale. Questo può accadere solo dopo il congresso Desus (Il partito dei pensionati ndr.), ha detto Damijan. I risultati del congresso Desus, che si terrà per corrispondenza, saranno resi noti il 5 dicembre. Karl Erjavec, considerato il favorito, è di nuovo in corsa per la presidenza. Il coordinatore della sinistra, Luka Mesec, insiste sulla sua dichiarazione di pochi giorni fa secondo cui verrà presentato un voto di sfiducia. E viste le scadenze del congresso di Desus, Damijan stima che tutto potrebbe avvenire prima del 10 o del 15 dicembre o per lo meno entro Natale. I presidenti dei partiti di opposizione hanno toccato, tra l'altro, la necessità di riorganizzare il sistema sanitario nazionale. Sia Bratušek che Mesec ritengono che l'assistenza sanitaria debba essere rafforzata finanziariamente. Šarec ha anche sottolineato i problemi accumulati dall'Istituto di assicurazione sanitaria della Slovenia. Ancora una volta ha ribadito un suo cavallo di battaglia, ossia che il sistema dell’assicurazione sanitaria integrativa vada abolito oppure riformato.

Numeri alla mano alla Coalizione dell’area costituzionale mancano sette voti che potrebbero diventare quelli di Desus se dovesse vincere le elezioni di partito Karl Erjavec molto critico nei confronti dell’attuale governo ritenuto colpevole di operare solo in base all’ideologia (populista e di destra) e non per il bene comune del Paese e se i due deputati della minoranza si unissero alla Kul. I margini di manovra sono molto bassi, qualche franco tiratore dell’ultima ora si può trovare, ma poi bisogna fare un nuovo governo, oppure si va al voto. In tempo di coronavirus? —

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