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Il fautore delle pistole ai vigili a Trieste respinto alla visita per la Glock

Fulvio Sluga

L’agente e politico Sluga ritenuto non idoneo per una questione di diottrie. La reazione: «Sono amareggiato anche perché ho il porto d’armi da 20 anni»

TRIESTE La volontà non sempre basta, come ha scoperto uno dei più conosciuti vigili urbani di Trieste, il sindacalista ed ex assessore comunale Fulvio Sluga, che nei giorni scorsi si è visto negare per “inidoneità” l’accesso all’armamento della Polizia locale: una misura che lui stesso chiedeva da innumerevoli anni. Una vicenda curiosa avvenuta nel corso degli ultimi passaggi necessari all’adozione delle pistole – le Glock – da parte del Corpo.



Sluga risponde alla telefonata de Il Piccolo da Bergamo, dov’è schierato con la Protezione civile nell’ambito dell’emergenza Covid, e si dice «amareggiato» dall’esito dell’esame: «Il medico ha ritenuto che io non abbia i requisiti visivi, io ritengo di averli, infatti penso che abbia operato in modo difforme dai criteri stabiliti», commenta il vigile. Insomma l’esponente della Polizia locale non ha intenzione di chiudere la faccenda così: «A mio avviso ci sono degli spazi per rivedere l’esito, quando tornerò da Bergamo vedrò cosa si può fare. Mi spiace per me e mi spiace anche per altri colleghi esclusi: non conosco le loro condizioni di vista, ma sono persone in servizio da anni».



Il colmo, per Sluga, è che lui una pistola ce l’ha già: «A questo punto bisognerebbe deferire all’Ordine dei medici i dottori che negli ultimi vent’anni hanno confermato il mio porto d’armi, devono esser stati negligenti».

Sindacalista Ugl e con una storia nelle fila della destra triestina, Sluga è un accanito fan dell’armamento ai vigili. Ancora nel 2008 diceva: «Dovrebbero essere armati i poliziotti municipali impegnati in servizi di vigilanza e in questi rientrano anche le pattuglie appiedate, i vigili impegnati a fare le multe, i vigili che in misura sempre maggiore vengono utilizzati dalle Procure per svolgere indagini». Ironia della sorte, tredici anni dopo le armi ai vigili arriveranno, tranne che per lui.

La storia di Sluga è una sull’ottantina di agenti che per il momento si sono sottoposti alla visita medica. Questa costituisce soltanto uno dei passaggi necessari al conferimento dell’arma di servizio. È previsto infatti anche un colloquio per sancire l’idoneità psichica dei candidati. Il Comune fa sapere che la prossima settimana le visite proseguiranno per la terza e ultima tranche di agenti, ultimata la quale il fabbisogno di vigili armati del Comune dovrebbe essere soddisfatto.

Solo una parte ridotta degli agenti presi in esame è stata respinta alla visita medica, secondo fonti interne all’amministrazione municipale la percentuale sarebbe pari al 10% dei candidati. —


 

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