Nella Grado deserta spuntano i furbetti del comune accanto: multe da 400 euro

L'isola di Grado deserta a causa delle restrizioni anti-Covid domenica 22 novembre

Fumolo (Confcommercio): «Paghiamo anche perché tante persone e titolari di locali non si sono comportati bene»

GRADO Con una giornata come quella di ieri, freddo o non freddo, bora o senza vento, ma con il sole, Grado sarebbe stata sicuramente presa d’assalto come era accaduto solamente una quindicina di giorni fa quando nell’isola erano sbarcati circa 20 mila pendolari provenienti da tutta la regione che hanno contribuito a incrementare le scorte di ossigeno economico a tante attività.

Tra i pochi a giore gli appassionati di kite surf che si sono ritrovati a Pineta


Ieri invece una Grado deserta, quasi irreale. Certo qualche faccia non gradese in giro, anche in bicicletta, si è vista. A pensare bene si può dire che si sia trattato di proprietari di seconde case che si sono qui trasferiti magari per scappare dalle zone rosse (e ci sono anche, seppur pochi, degli austriaci). A pensare male, ma forse non si va troppo distanti dalla realtà considerato che qualche autovettura era parcheggiata anche in zona terme-palazzo dei congressi e nell'area parcheggio della cittadella dello sport. Si trattava di certo di pendolari giunti da comuni vicini. E la conferma che qualcuno è giunto ieri a Grado anche se non poteva, arriva anche dal fatto che la Polizia locale ha sanzionato un paio di persone (la sanzione è di 400 euro a persona) che si trovavano a passeggiare nell'isola senza giustificato motivo.



Ristoranti ovviamente chiusi ma più di qualcuno ha effettuato il servizio per asporto. Una gelateria e qualche bar invece aperti ma ovviamente solo per dare la possibilità alla gente di prendere il caffè o il gelato e andare a consumarlo magari seduto sulle panchine della diga.

Ma cosa perdono i pubblici esercizi con una giornata come questa? Tanto indubbiamente anche se in questo periodo di solito non sono molto numerose le attività aperte. «Se tutti stessero alle regole – afferma Luis Fumolo responsabile della Confcommercio di Grado – non ci troveremo oggi in questa triste situazione. Non dico tanti ma almeno il 10 per cento di cittadini e un altrettanto 10 per cento di titolari di attività locali, non si sono comportati come si dovrebbe, come previsto dalle varie disposizioni. E il risultato l’abbiamo oggi davanti agli occhi».



Ma come si chiuderà il bilancio dei quest’annata davvero particolare e difficile per il vostro settore? «A fine anno – precisa Fumolo - credo che la perdita generalizzata sarà del 40 per cento. La maggior parte deriva dai mancati incassi dei mesi di aprile e maggio che per noi sono molto importanti. Un 10 per cento penso che lo perderemo per il periodo delle festività natalizie che purtroppo, ipotizzo, saremo costretti a passare sul divano».

Tornado al movimento di questo fine settimana ci sono da annotare ancora degli aspetti legati agli sport. Ad esempio qualche appassionato di padle non ha potuto fare a meno di prendere in mano la racchetta per sfidare gli amici ma soprattutto c'è da rilevare che ancora una volta la bora, in questo caso il riferimento è per sabato, ha fatto arrivare nell’isola tanti appassionati di surf e di kite surf che hanno effettuato le loro evoluzioni a Punta Barbacale, a Pineta. Attività all’aperto, queste cui ci riferiamo, che sono consentite praticare anche fuori sede se nel proprio Comune non c’è possibilità di praticarla. E il mare, e la bora, non è che si trovino da tutte le parti.

Domenica mestissima dunque a Grado dove tuttavia il numero degli infetti si mantiene tra i più bassi del Friuli Venezia Giulia.

La desolazione che l’isola del sole ha riflesso ieri mette davvero a dura prova gli operatori culturali che tanto si sono spesi e tanto si sono impegnati per cercare di risollevare un’annata disgraziata. —

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