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Contagiati 112 migranti al Cara di Gradisca. Struttura in quarantena e con Unità-Covid

Il trasferimento dei positivi dalla tendopoli al Cara sbarrato (Foto Pierluigi Bumbaca)

Lo screening sugli ospiti scopre altri 85: oltre la metà infetti. Arrivano le casette per isolarli. Città della Fortezza sotto choc

GRADISCA Sono 85 i nuovi casi di contagio da coronavirus all’interno del Cara di Gradisca. L’ufficialità sullo screening effettuato venerdì da Asugi sulla popolazione della struttura per richiedenti asilo è arrivata nella mattinata di ieri. Un verdetto-choc che va ad aggiungersi a quello dei giorni scorsi, che già aveva riscontrato all’ex caserma Polonio 27 casi di positività fra i migranti e altri 8 fra gli operatori delle coop Matrix e Stella, che gestiscono la struttura. In totale, dunque, 112 ospiti su poco meno di 200 hanno contratto il virus. E per tutti gli altri, trattandosi di una struttura di comunità, scatta ora la quarantena. Una situazione che la Prefettura di Gorizia non esita a definire preoccupante, pur precisando che sono state poste in essere tutte le azioni per affrontarla. La prima: scatta lo scenario 1 dei 3 ipotizzati dall’Ufficio di Governo in vista dell’esito dei tamponi. L’edificio del Cara viene suddiviso in due ali distinte, una riservata ai positivi, l’altra ai negativi. La seconda: verrà completata – auspicabilmente già oggi – un’Unità Covid esterna, in quello che quest’estate era stato il cosiddetto “campo quarantene”. Nelle casette prefabbricate sono ospitati i positivi più “datati” (verosimilmente i 27 di qualche giorno fa) e d’ora in poi lo saranno tutti gli eventuali nuovi positivi. E ieri in tarda serata la riorganizzazione con il trasferiti dei positivi dalla tendopoli agli spazi del Cara, scortati esternamente alla struttura da forze dell’ordine e operatori che indossano coperture anti-Covid.

La domenica mattina in piazza e nelle calli aspettando la zona rossa


Sulla reale capienza dell’Unità Covid esterna al Cara se ne saprà di più in mattinata. I moduli abitativi in arrivo, comunque, sono 15. Terza misura: Asugi, vista l’esplosione del focolaio, ha garantito un’intensificazione dei test con cadenza settimanale. Il tutto con un rafforzamento della vigilanza da parte delle forze dell’ordine che sabato notte avrebbero bloccato sul nascere un tentativo di allontanamento.

La notizia dei contagi - nell’aria, anche se colpisce l’entità - si innesta su un clima che nella Fortezza era già particolarmente delicato per il paventato inserimento in zona rossa (poi sfumato). Complice la mattinata di sole, all’ombra del leone di San Marco in tanti hanno optato per una passeggiata e un caffè per asporto. Affollata anche la messa domenicale, con il parroco don Gilberto Dudine che ha invitato la comunità ad affrontare unita una situazione «in peggioramento» e ha riferito di un gradiscano ospedalizzato «in condizioni serie». Col passare delle ore i cittadini hanno intuito la gravità della situazione a prescindere dai numeri del Cara. I più attenti hanno compreso che i dati sono particolarmente negativi. Quelli di ieri raccontavano di 119 casi di contagio (esclusi gli 85 migranti) e non tenevano ancora conto delle pessime notizie provenienti dall’ex Polonio.



«Vista la difficoltà del sistema sanitario – commentava il sindaco Linda Tomasinsig – non lavoriamo neppure su dati certi: ma se scorporiamo dai 119 contagi i 27 positivi “datati” del Cara e la decina della casa albergo Brovedani, le strutture di comunità al momento colpite, rimangono almeno 80 casi fra i concittadini». Sull’equazione migranti uguale elevato contagio a Gradisca: «Non scherziamo. Nessuna struttura di comunità è rimasta esente dal virus. Le interazioni dei cittadini con i migranti sono quasi inesistenti». –

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