Abusivismo edilizio, a Rovigno decine di case e piscine finte

Edifici in lamiera e teloni azzurri simulano vere costruzioni di cui chiedere in futuro la legalizzazione. Sindaco furioso

ROVIGNO In Istria quella dell’abusivismo edilizio è una piaga che non conosce tregua, e che si espande spesso nel silenzio dell’autorità statale. Così i costruttori abusivi continuano nella loro opera di devastazione dell’ambiente con colate di cemento. Sperando nell’ennesimo capitolo dei condoni edilizi. Tanto per delineare la dimensione del problema, basti pensare che l’ultimo periodo di condoni è terminato nel giugno del 2018, ed entro i termini previsti dalla legge nella regione istriana erano state avanzate 24 mila domande di legalizzazione di edificazioni.

Ma intanto ruspe e betoniere continuano a lavorare “in nero”. E nella prospettiva di un nuovo ciclo di legalizzazione, c’è perfino chi si è messo a ricorrere a uno stratagemma originale e creativo per fare letteralente carte false: “simula” l’esistenza di non ancora edificate case, casette (le vikendize) e perfino piscine, collocando sul terreno materiale edile - come le lamiere - o di altro genere che visto dall’alto pare proprio una costruzione. Per le piscine si usano dei teloni di colore celeste.


Perché tutto questo? Perché nella domanda di legalizzazione è fondamentale allegare le foto scattate dall’alto, giacché documentano l’avvenuta costruzione entro la data utile indicata dalla legge.

Nell’area di Rovigno ci sono varie simulazioni del genere, come scrive il quotidiano istriano Glas Istre, che ha interpellato in merito il sindaco Marko Paliaga, su tutte le furie per la mancata reazione delle istituzioni statali, visto che le autonomie locali non hanno poteri in materia. Il Comune - ha dichiarato Paliaga al quotidiano istriano - sta effettuando una ricognizione delle aree con i droni, e sono state riscontrate appunto «almeno un centinaio di simulazioni di questo tipo». Intanto il primo cittadino annuncia l’entrata in campo della polizia locale per «far rimuovere» le costruzioni.

Per Klaudio Vitasović, sindaco di Dignano dove nello scorso ciclo di condoni sono state inoltrate 4.500 domande di legalizzazione, il condono edilizio oltre a rappresentare un danno irrecuperabile per l’ambiente, rappresenta uno schiaffo per i costruttori legali i cui iter burocratici e amministrativi sono ovviamente più complessi e costosi. Gli fa eco il sindaco di Umago, Vili Bassanese, nell’ennesima denuncia: «Sul nostro territorio - dice - ci sono circa duemila costruzioni abusive che appartengono nel 99% dei casi a cittadini sloveni; ma noi come autonomia locale abbiamo le mani legate a causa delle leggi carenti, di un sistema inerte e delle nostre prerogative molto limitate». —


 

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