La Regione conferma il sì al D’Agostino bis al Porto di Trieste

Per il via ufficiale al nuovo mandato al vertice dell’Autorità portuale, si attendono solo gli ultimi passi formali nella capitale

TRIESTE L’ultima blindatura politica è arrivata. La giunta regionale ha dato l’intesa al ministero dei Trasporti, confermando in via formale che il presidente Massimiliano Fedriga condivide la scelta di rinnovare Zeno D’Agostino alla guida dell’Autorità portuale di Trieste. Per D’Agostino si apre un nuovo quadriennio al timone dello scalo: sarà il secondo e ultimo, come prevedono le norme.

Dal 9 novembre il presidente opera in proroga, in attesa che il ministero definisca un complesso mosaico fatto di 13 presidenze da scegliere sulle 16 create dalla riforma Delrio. Quella su D’Agostino è stata la decisione forse più scontata per Roma: sempre confermato il favore dei ministri Paola De Micheli e Stefano Patuanelli, trasversale il consenso negli ambienti della politica locale. Ma altrove le cose non sono così semplici e si dovrà attendere che il governo completi tutti gli incastri.



I presidenti possono lavorare in proroga per 45 giorni dopo la scadenza. Il Mit ha ancora un mese per terminare la pratica D’Agostino, cessato dal mandato il 9 novembre. Il ministero vuole deliberare le nomine tutte assieme, ma deve dirimere questioni spinose, come nel caso delle Autorità di Venezia. Il presidente veneziano Pino Musolino è entrato in collisione con il governatore Luca Zaia e il sindaco Luigi Brugnaro. Musolino troverà sistemazione proprio a Civitavecchia, mentre il presidente Paolo Emilio Signorini ha chiesto di rimanere a Genova e dovrebbe essere accontentato.



Sempre in Liguria si gioca la seconda partita che invece riguarda assai da vicino Trieste. Il segretario generale dell’Autorità portuale Mario Sommariva attende di sapere se diverranno realtà le voci insistenti che lo vogliono prossimo presidente dell’Authority di La Spezia, in sostituzione di Carla Roncallo, passata nel frattempo all’Autorità dei trasporti. La sorte di Sommariva e la possibile separazione della coppia con D’Agostino (che benedice, ma è pure conscio della difficoltà di trovare un sostituto all’altezza) dipenderanno dalla scelta del ministero di promuovere o meno sul campo l’ex segretario generale spezino Francesco Di Sarcina, che potrebbe soppiantare a sua volta Pietro Spirito all’Autorità di Napoli. Verso definizione, fra le altre, le situazioni di Livorno, Gioia Tauro, Ancona, Ravenna.

Quando i tasselli saranno andati tutti al loro posto, incassando anche il parere favorevole delle Regioni, il governo sottoporrà la lista dei 13 nomi alle commissioni competenti di Camera e Senato. Dopo l’ultimo via libera, D’Agostino sarà rinnovato alla presidenza. Come primo atto del nuovo mandato, dovrà molto probabilmente scegliersi un nuovo segretario generale: l’indicazione spetta al presidente, dopo parere consultivo del Comitato di gestione. —


 

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