In migliaia a Barcola e in giro sul Carso nell’ultima domenica da “liberi tutti”

Topolini presi d’assalto dagli amanti della tintarella fuori stagione (Foto Bruni)

Il sole, l’impossibilità d lasciare la città e la paura di andare verso nuove restrizioni, hanno spinto mezza Trieste a spasso 

TRIESTE È stata una sorta di domenica da “ultimi giorni di Pompei” quella vissuta ieri a Trieste. Stretti tra i limiti imposti dalla zona arancione - che vieta di uscire dal proprio Comune -, e la paura di finire nei prossimi giorni in zona rossa o in qualcosa che comunque le assomiglia, migliaia di triestini si sono riversati fuori dal centro. Tutti in giro per una camminata al mare, una corsa all’aria aperta, una sgambata in bicicletta. E non sono mancati nemmeno gli “strusci” nel salotto buono. Per tutti l’imperativo è stato uscire di casa, complice anche la stupenda giornata di sole, sferzata inizialmente dalle ultime resistenze del borino, che nel corso della mattinata si è definitivamente attenuato.



Sono stati soprattutto i sentieri del Carso - Napoleonica, Basovizza e parco Globojner su tutti - ad essere presi d’assalto o da orde di cittadini che, fin dalle prime ore del mattino, hanno congestionato i tracciati, correndo, in mountain bike o più semplicemente passeggiando. Affollati, anche se un po’ meno, anche il centro e il lungomare di Barcola, dove gli aficionados dell’abbronzatura, fra i gradini dei Topolini e quindi riparati dall’aria frizzante (alle 10 il termometro segnava solo 5 gradi), hanno provato comunque a dedicarsi all’elioterapia. In un paio di casi non sono mancati i tuffi fuori stagione. Un bagno rapido, da crioterapia, prima di tornare velocemente a riva.

Affollata anche la pista ciclabile “Giordano Cottur”, soprattutto dagli appassionati delle due ruote che, prudentemente, sono riusciti a districarsi diligentemente fra i pedoni. Scene meno civili si sono viste nella tarda mattinata al Parco Globojner, preso d’assalto come raramente in passato, con le macchine che riempivano completamente l’ampia pietraia presente all’imbocco del sentiero numero 18. Qui, verso le 11, la lite per accaparrarsi un posto macchina era quasi garantita, con autovetture parcheggiate anche in Area di Ricerca. «Sono venuto qui per prendere un po’ d’aria - spiega un anziano - ma sto vedendo delle cose che mi stanno lasciando basito. E poi magari tutte queste persone si meraviglieranno se ci chiuderanno di nuovo in casa».

Molti, quindi, gli assembramenti sui sentieri, con gruppi anche di 15 o 20 persone che camminavano assieme, non poche delle quali senza mascherina. Fra di loro i cosiddetti “runner della domenica”. Alcuni, presi dall’inerzia della corsa, hanno finito addirittura per prendere a male parole le famiglie che, a loro dire, intralciavano quello che ritenevano essere il “loro” sentiero.

Nessuna sanzione rilevata dalla Polizia Locale, che però ha concentrato i suoi controlli soprattutto sulle vie del centro e sulla riviera barcolana. «La nostra attività al momento è più educativa che restrittiva – commenta così in serata il comandante del corpo Walter Milocchi – e sinceramente le forze in campo nei giorni festivi sono quelle che sono. È chiaro che se una città intera si deve spostare all’interno del territorio comunale qualche problema si viene a creare. Il prossimo fine settimana cercheremo di coprire anche il Carso, nella speranza che nel frattempo i cittadini prendano coscienza dell’importanza di seguire le norme comportamentali». Norme che, almeno in parte, ieri sono state disattese. «La responsabilità è di ciascuno di noi» - aveva commentato non più tardi di una settimana fa il presidente del Fvg Massimiliano Fedriga, ma pare che non tutti la pensino così. —


 

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