Cecilia Seghizzi, opere inedite. All’asta 112 dipinti e acquerelli

Cecilia Seghizzi mostra alcuni dei suoi dipinti che amava disegnare nella casa in affitto di via Pascoli

Ritrovati negli armadi dell’abitazione in via Pascoli a Gorizia dall’amica Loredana Ferencich. La vendita durante un evento al Verdi: il ricavato per borse di studio sulla musica 

GORIZIA Centododici opere inedite di Cecilia Seghizzi, prevalentemente acquerelli, andranno all’asta con una base di partenza irrisoria: 10, 15 o, al massimo, 20 euro. Loredana Ferencich le ha trovate negli armadi dell’abitazione della compositrice, pittrice e didatta, scomparsa a 111 anni lo scorso 22 novembre: domani, quindi, cade il primo anniversario della sua morte.



In particolare, la signora Ferencich assieme al marito Ugo Michelon stava liberando l’appartamento goriziano (in via Pascoli) della sua grande amica per riconsegnarlo ai proprietari, quando ha notato oltre duecento lavori firmati da Cecilia Seghizzi e mai visti prima d’allora. Degli oltre duecento lavori, 112 andranno all’asta (quelli ritenuti di maggior pregio), con un ricavato che andrà interamente per l’istituzione di borse di studio in favore di giovani musicisti.

Nulla impedisce che qualche privato o qualche istituzione acquisiscano, nell’occasione, più di qualche opera, se non addirittura l’intero corpus. Magari con l’intento di valorizzarli in una mostra o un catalogo.


L’asta avrebbe dovuto tenersi a metà dicembre, nell’ambito di un concerto affidato a musicisti legati a Cecilia Seghizzi. A tal proposito, l’amministrazione comunale aveva già espresso la volontà di concedere gratuitamente l’uso del teatro Verdi. Ciò, tuttavia, quando la seconda ondata della pandemia non era ancora emersa in tutta la sua gravità.



È molto probabile, quindi, un rinvio dell’iniziativa a data da destinarsi. Inoltre, sempre secondo le intenzioni, le opere che andranno all’asta avrebbero dovuto venire esposte pochi giorni prima dell’evento al Verdi nella sala Tullio Crali di via Diaz per dare alle cittadinanza e ai potenziali acquirenti la possibilità di vederle, operando una prima scelta.

«Ho immediatamente trovato l’interesse del Lions Club Gorizia Maria Theresia e del Lions Club Gorizia Host sia per la realizzazione dell’asta sia per l’esposizione delle opere: l’organizzazione fa capo a loro – afferma la signora Ferencich –. Dopo tutto, gran parte degli oltre 200 lavori che ho ritrovato sono assai interessanti e meritano certo una adeguata valorizzazione: sono stata io a selezionarne 112, quelli che ho ritenuto i più pregevoli».



Sempre a quanto riferisce la signora Ferencich, tre lavori di Cecilia Seghizzi, in base alle sue volontà estreme, verranno a breve consegnati al Comune, ai Musei provinciali e alla Fondazione Carigo.

Il testamento della compositrice e acquarellista aveva previsto inoltre che il materiale musicale andasse all’associazione corale goriziana Cesare Augusto Seghizzi (padre di Cecilia), mentre quello pittorico agli amici Sergio Tavano e Franch Marinotto: il primo perché aveva più volte scritto della sua opera, il secondo perché nella propria galleria di via Nizza (“La Bottega”) l’aveva ospitata in mostre personali e collettive.

Altri lavori pittorici, non facenti parte di quelli lasciati a Tavano e Marinotto, sono poi andati all’Aism Gorizia (associazione italiana sclerosi multipla), ma Cecilia Seghizzi in vita alcune sue opere, da mettere in cornice, le aveva anche regalate agli amici più cari.

A tutti quelli che hanno avuto modo di apprezzare la signora Cecilia quale artista, ma anche umanamente, l’asta permetterà così di acquisire, a prezzi probabilmente accessibili, i lavori di un personaggio che è stato certo tra i più popolari di Gorizia. «Durante l’evento al Verdi, faremo in modo che vengano anche proiettati su un grande schermo i lavori che saranno via via battuti all’asta – assicura Loredana Ferencich –. L’intenzione è di far conoscere, di valorizzare il lascito artistico di Cecilia. Da questo punto di vista, l’istituzione di alcune borse di studio in ambito musicale, pare il modo migliore per tenerne vivo il ricordo». —

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