Beni archeologici, a Pola via ai restauri

Un’immagine aerea del centro storico di Pola dove spicca la sua famosissima Arena

Finanziamenti per 20 milioni di euro porteranno a nuovo le tracce romane e veneziane lasciate in città. Il ruolo dell’Ue

POLA Nonostante la crisi generale dovuta alla pandemia, a Pola sono in atto importanti investimenti intesi all’ulteriore valorizzazione dell‘immenso patrimonio storico-culturale costituito in gran parte da quanto lasciato dalle epoche romana e veneziana, senza trascurare quella austroungarica. Un patrimonio che di anno in anno (escluso il 2020 per le note ragioni) richiama un numero crescente di visitatori provenienti da tutto il mondo per cui si rende oltremodo necessario curarlo e dargli nuovo splendore senza intaccarne l’essenza.

Come scrive il quotidiano Glas Istre, il valore complessivo dei progetti si aggira sui 20 milioni di euro, mezzi attinti in gran parte dai fondi europei. Tra questi rientra “Il sistema di fortificazioni come nuovo prodotto turistico-culturale” il cui valore è di 3,1 milioni di euro con il quale si intende creare sinergia tra il patrimonio storico-militare e il vivere contemporaneo. Senza dubbio l’intervento di maggior peso è la costruzione in atto di un ascensore panoramico che oltre ad arricchire l’offerta turistica con un contenuto di grande effetto, farà da raccordo tra quattro attrazioni finora non valorizzate nella dovuta maniera. Si trovano nel nucleo storico dell’urbe, per la precisione dentro, sul pendio e in cima al colle sul quale sorge il Castello costruito ai tempi della Serenissima. Il saliscendi partirà ovviamente dal primo livello dove troviamo i quattro rifugi antiaerei che si intrecciano nel sotterraneo centrale, e il Museo archeologico dell’Istria. Al livello intermedio c’è il Piccolo teatro romano e al terzo livello sulla sommità del colle, il Castello veneziano che ospita il Museo di storia e di marineria. E sarà quest’ultimo a trarre i maggiori benefici in quanto acquisterà tutta quella attenzione che ora gli manca innanzitutto per il problema della scarsa accessibilità.


Un altro progetto riguarda la ristrutturazione e la conservazione del Piccolo teatro romano risalente al primo secolo dopo Cristo, fino a una decina di anni fa palcoscenico di numerosi eventi e poi lasciato in balia di se stesso causa danneggiamenti e varie forme di degrado. Per quel che riguarda il finanziamento dell’opera, dai meccanismi comunitari Itu (Investimenti integrati nel territorio) arriveranno 1,13 milioni di euro, il Museo contribuirà con 1,21 milioni e l’Ente per il turismo con 22.000 euro. Troverà così applicazione il programma operativo “Concorrenza e coesione 2014–2020“ finalizzato al potenziamento dell’impiego nel turismo e del consumo da parte del visitatore anche in senso culturale. Dopo la scelta dell’appaltatore tramite gara pubblica, i lavori potrebbero iniziare già alla fine del 2020 o all’inizio del 2021 fermo restando che il termine di esecuzione rimane il 15 febbraio del 2022. Il Piccolo teatro romano sorge sul retro del Museo archeologico dell’Istria, chiuso dal 2013 per un capillare restauro del valore nientemeno che di 13 milioni di euro, al momento il progetto più costoso in campo culturale in tutta la Croazia. In questo per le spese non si attinge oltre confine ma dalle casse del museo stesso e da quelle del Ministero croato della cultura. Ricordiamo infine il restauro della Cappella di Santa Maria Formosa nel nucleo storico di Pola, unica struttura completamente superstite dell’omonima Basilica di epoca bizantina andata perduta nei secoli. —

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