Vaccini ancora introvabili a Trieste: la rabbia dei medici di base

Un'immagine generica di un vaccino

Flop della campagna anti influenzale. Una situazione ormai inaccettabile a loro dire dal momento che la disorganizzazione costringe e un duplice lavoro per annullare e riprogrammare gli appuntamenti.

TRIESTE Sono stanchi di prendersi accuse per colpa della mancanza delle dosi del vaccino antinfluenzale e ora chiedono risposte a Regione e Asugi. I medici di medicina generale tramite i Coordinatori delle Aggregazioni funzionali territoriali della provincia di Trieste non ci stanno più e denunciano una totale mancanza di programmazione sulla consegna dei vaccini. Una situazione ormai inaccettabile a loro dire dal momento che la disorganizzazione costringe e un duplice lavoro per annullare e riprogrammare gli appuntamenti.



I medici, nel ricordare l’ottimo rapporto avuto con Asugi e Regione durante il percorso di programmazione e la condivisione della scelta di anticipare la profilassi, ricordano il grande sforzo per adeguare gli ambulatori alle misure di sicurezza imposte dall’allarme e le difficoltà nel gestire l’agenda, visto tra una visita e l’altra devono passare cinque minuti. «Abbiamo ordinato tempestivamente le dosi per la prima parte della campagna vaccinale all'inizio di ottobre: ci è stato detto che non potevamo avere subito tutto il quantitativo necessario per non lasciare sguarniti altri colleghi del territorio. Ci è stata contestualmente garantita una tempestiva successiva fornitura, in particolare per far fronte alle giornate vaccinali. Tutto sembrava predisposto adeguatamente per affrontare la campagna vaccinale in epoca Covid».



Poi però la doccia fredda, anzi ghiacciata, arrivata poco prima del 29 ottobre con la prima giornata vaccinale: «Abbiamo chiesto la fornitura del secondo contingente di vaccini e abbiamo appreso che non sarebbe arrivato prima della metà di novembre, e non sicuramente. È iniziato quindi il calvario del richiamo dei pazienti per disdire gli appuntamenti senza contemporaneamente poter offrire con certezza una nuova data per la vaccinazione». Il 6 novembre invece la comunicazione che si potevano chiedere tramite mail «le dosi necessarie per coprire almeno gli appuntamenti del 12 novembre, data del secondo “vax day”. Mercoledì 11 novembre alcuni di noi - denunciano i medici di base - hanno invece appreso dalle farmacie che avrebbero ricevuto un numero di dosi molto inferiore a quello richiesto e che non tutti i medici sarebbero stati riforniti. Qualcosa di simile a una lotteria. La sera di mercoledì 11 pertanto sono state richiamate decine di persone per disdire l’appuntamento. Quanto tempo sprecato! Quanto sconcerto tra i pazienti!».

Alla frustrazione si aggiunge la rabbia perché non è stata fatta un programmazione neanche per i più fragile al punto che, secondo i medici, non c’è stata la consegna diretta dei vaccini all’Itis come avveniva ogni anno. «Abbiamo il diritto di sapere quando e quanto vaccino ci verrà consegnato per riprogrammare il lavoro. Quello quotidiano - concludono - non si è mai fermato, casomai è aumentato, e non di poco. Programmare in maniera efficace il nostro tempo è indispensabile per poter far fronte agli impegni. Non è accettabile essere lasciati soli a gestire il questa situazione». —

a.p.
 

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