Indagine transfrontaliera sul traffico di migranti: fermi e denunce

Migranti in una foto di repertorio

Sgominata da polizia italiana e slovena un'organizzazione con base a Lubiana

TRIESTE Investigatori del Dipartimento di Polizia di Lubiana e della Polizia italiana hanno concluso con la denuncia di 12 persone, sette delle quali in stato di fermo, un'indagine internazionale contro il favoreggiamento dell'immigrazione clandestina che si è sviluppata tra Slovenia e Italia. Le indagini sono state dirette dalla Procura della Repubblica di Trieste, in base a un Ordine Investigativo Europeo richiesto dalla Magistratura Slovena, e sono state svolte dalla Squadra Mobile della Questura e dal Settore di Polizia di Frontiera di Trieste, d'intesa con il Servizio Centrale Operativo di Roma.

Fermi e denunce - ha reso noto la Questura triestina - sono stati operati in Slovenia; accertati 26 episodi di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, con il trasferimento illecito di 108 immigrati. In Italia, a riscontro delle indagini della Polizia Slovena, sono stati documentati otto episodi in occasione dei quali sono giunti irregolarmente e intercettati dalla Polizia di Frontiera 31 immigrati lungo i valichi confinari italo-sloveni e zone boschive tra Trieste e Gorizia, nel periodo compreso tra giugno e ottobre scorsi. In uno di questi eventi è stato anche arrestato, a Gorizia, un cittadino afgano per favoreggiamento della immigrazione clandestina.

L'indagine, sviluppatasi prevalentemente nella Repubblica Slovena - ha riferito, inoltre, la Questura di Trieste - ha permesso di disarticolare un gruppo criminale che favoriva l'immigrazione clandestina da Turchia, Iraq, Iran, Pakistan, Afghanistan, Bangladesh, Somalia tramite Turchia, Grecia, Serbia, Bosnia ed Erzegovina e Croazia fino alla Slovenia, e da qui agli altri Paesi dell'Unione Europea. In molti casi l'Italia è stato il Paese di destinazione finale. Diversi componenti del gruppo criminale, in attesa di ottenere la protezione internazionale, erano ospitati nel Centro di Accoglienza di Lubiana, luogo da dove venivano organizzati i transiti illegali. Sulla base delle prove raccolte dalla Polizia Slovena, è emerso che uno dei principali indagati, anch'egli richiedente protezione internazionale, ha curato i contatti con l'estero e con gli altri componenti dell'organizzazione, sia seguendo l'arrivo dei migranti in Slovenia, sia nei loro successivi trasferimenti illegali verso l'Italia e gli altri paesi UE.

Informato sulle leggi vigenti in materia di immigrazione all'interno dell'Unione Europea e sulle procedure di Polizia, il gruppo criminale era strutturato ed i suoi componenti avevano ruoli diversi: alcuni organizzavano la partenza dei migranti dai Paesi di provenienza, altri individuavano luoghi di sosta, altri ancora seguivano i canali di pagamento e la comunicazione della conferma dell'arrivo a destinazione per ottenere dai migranti il saldo di quanto dovuto all'organizzazione.

Minestra di cavolo nero, fagioli all’occhio e zucca con maltagliati di farro

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi