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Coronavirus, altro boom in Fvg: sfondata quota mille in 24 ore. E ora è positivo il 62% dei nuovi casi testati

Cifre choc complici i quasi 200 contagi contabilizzati in un colpo solo coi tamponi privati dal 28 ottobre al 15 novembre 

TRIESTE Sono 1.197 i nuovi contagi in Friuli Venezia Giulia. Un dato mai prima così alto (il record precedente, 872, il 7 novembre), ma effetto anche, precisa la Direzione centrale Salute, di un ricalcolo di 196 casi emersi dal 28 ottobre al 15 novembre in laboratori privati e registrati in tempi successivi.



Il trend rimane ad ogni modo preoccupante su vari fronti: la velocità di circolazione del virus, l’incidenza sui tamponi, il numero dei morti (ieri 13). Fortunatamente, pur se sotto pressione, il sistema sanitario tiene, in particolare sulle terapie intensive. Dal 29 febbraio, data del primo contagio in Fvg, servirono 27 giorni per contare tanti casi quanti quelli comunicati ieri. Il totale è ora di 21.922, di cui 9.006 in provincia di Udine (+554), 5.812 in quella di Trieste (+205), 4.226 a Pordenone (+231), 2.595 a Gorizia (+182) e 283 residenti fuori regione (+25).

Non sorprende che siano schizzate all’insù le incidenze sui casi testati (1.930), pari al 62,02% (era il 30,5% secondo i dati della Protezione civile nella settimana 2-8 novembre, quella che ha portato il Fvg alla zona arancione, e del 27,2% nel monitoraggio consolidato dall’Iss), e sui tamponi complessivi (6.680), compresi quelli di verifica, che è del 17,92%.

La regione si conferma tra i territori che non hanno ancora raggiunto il picco. L’incremento degli ultimi sette giorni rispetto ai sette precedenti è del +20,6% (ieri +20,5%), vale a dire che il virus non si ferma (quando il valore è 0% il numero di nuovi positivi rimane costante, se negativo la curva è in discesa), contrariamente a quanto accade nel vicino Veneto (che conferma la decrescita con il -1,4%).

Togliendo i 196 casi “vecchi”, siamo al +16%, comunque lontani dalla “media Paese” che è al +0,3%, a un passo dalla svolta. A livello provinciale, come evidenzia anche un’analisi della Fondazione Gimbe (ferma però al 17 novembre), la situazione è differenziata. Dopo l’aggiornamento di ieri, l’incremento settimanale di Trieste è del +21,6% (in deciso rialzo), con Gorizia al +31,5%, Udine al +20,8% e Pordenone al +13,6%. Nel bollettino diffuso dalla Regione si informa di due deceduti in residenze per anziani a Trieste (una donna di 93 anni e un uomo di 83), mentre in Friuli le morti riguardano sei donne (di Cordenons, 92 anni, Tolmezzo, 91, Palmanova, 87, San Vito al Tagliamento, 71, Amaro, 66, e Clauzetto, 64) e cinque uomini (di Morsano al Tagliamento, 89 anni, Tolmezzo, 97, ancora Tolmezzo, 83, Spilimbergo, 80, e Carlino, 75). Siamo a un totale di 580: 255 a Trieste, 168 a Udine, 139 a Pordenone e 18 a Gorizia. Tra i casi di giornata, oltre a 116 contagiati nel carcere di Tolmezzo, emergono 126 positivi tra ospiti (56) e operatori (70) delle case di riposo, e ancora, nel Ssr, quattro infermieri, uno psicologo e un Oss di Asugi, nelle scuole triestine un insegnante della media Dante Alighieri e uno studente del Carli e, a Gorizia, un alunno del corso professionale per pasticceri.

Nel report del vicepresidente Riccardo Riccardi anche la positività di un ospite del centro diurno per disabili Mitja Cuk di Trieste. In un contesto con 11.835 attualmente positivi (+1.251), 9.507 totalmente guariti (+279), 190 clinicamente guariti (+14) e 11.112 isolamenti (+877), a confortare è la percentuale di occupazione dei posti letto. Quelli di terapia intensiva (48, -1) lo sono per il 27%, quelli negli altri reparti (485, +15) per il 38%. Ciò non toglie che Il totale degli ospedalizzati (533) è il 79% in più del picco della prima ondata (297 il 29 marzo).—m.b.

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