Il “Broletto” a Trieste Trasporti. E l’incasso finanzia 28 cantieri

Dalla concessionaria del Tpl 7 milioni al Comune e a 6,3 ad AmT in liquidazione. L’operazione copre un’ampia lista di lavori pubblici fra strade, parchi e palestre

TRIESTE Stamane alle 10, nello studio del notaio Beatrice Duranti in piazza Tommaseo, si apporrà una firma storica: il Comune cede a Trieste Trasporti il compendio del Broletto, ricevendo in cambio la somma di sette milioni di euro. In realtà la somma quasi raddoppia a 13,4 milioni, in quanto Trieste Trasporti acquisterà un’altra parte del complesso da AmT in liquidazione, che in un secondo tempo la girerà al Municipio.

Firma storica perchè dopo 157 anni il Comune si disimpegna dalla proprietà dell’area dove, previa delibera consiliare, si insediarono le prime attività che oggi definiamo multiutility. A maggio venne sottoscritto dalle parti un preliminare, mentre oggi si avrà la stipula del contratto definitivo. Il Comune sarà rappresentato dal direttore del servizio immobiliare, Luigi Leonardi, ma pensa di fare un salto nello studio Duranti anche l’assessore Lorenzo Giorgi; per Trieste Trasporti, se verrà bissata la performance primaverile, firmerà il presidente Piergiorgio Luccarini.



Il quartier generale di Trieste Trasporti, con accesso da via dei Lavoratori 2, concentra la gran parte delle attività aziendali, dalle operative alle manutentive, fino alle amministrative. La “spa” è controllata al 60% da AmT in liquidazione - dove il Comune di Trieste detiene una quota dell’87,4% - ed è partecipata al 40% dal socio privato Arriva, a sua volta in portafoglio al colosso ferroviario tedesco Deutsche Bahn. Gestisce una cinquantina di linee, percorrendo 13 milioni di chilometri all’anno, fatturando circa 80 milioni di euro (nelle stagioni normali, convivendo con l’effetto Covid i conti saranno da ricalibrare), utilizzando una flotta di circa 270 mezzi.

Per la concessionaria del trasporto pubblico locale l’acquisto del Broletto è un passaggio obbligato, in quanto previsto - aveva spiegato a maggio Luccarini - dal contratto di servizio stipulato con la Regione, che vincola i gestori a essere proprietari degli immobili correlati all’attività.

Alla fine di aprile la Soprintendenza aveva vincolato, a firma di Simonetta Bonomi, tre edifici all’interno del compendio: l’officina- fabbri, l’officina centrale, l’autorimessa. Perchè l’area del Broletto - argomenta palazzo Economo - viene interpretata «come un sistema organico di elementi legati tra loro dagli stessi valori storici, architettonici e urbanistici». Gli stabili in questione erano stati costruiti attorno alla metà degli anni Trenta. L’autorimessa, distrutta dai bombardamenti anglo- americani della Seconda guerra mondiale, venne rifatta nel 1950. In precedenza la Soprintendenza aveva posto sotto tutela la cilindrica monumentalità del gasometro.

Chi più plaude alla definizione della compravendita è l’assessore ai Lavori Pubblici Elisa Lodi, perchè al suo settore verrà riversato quasi tutto l’incasso. Gli uffici della Lodi facevano gli scongiuri sulla cessione del Broletto, in quanto l’esecuzione di oltre sei milioni di interventi dipendevano dal finanziamento derivante dall’operazione immobiliare. L’assessore trasmette un elenco di ben 28 cantieri: quasi tre milioni su strade e marciapiedi, poco meno di un milione e mezzo su parchi e verde pubblico, quasi due milioni in manutenzioni straordinarie (mercati, uffici e luoghi di lavoro, impianti sportivi). —


 

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