Da Roma quasi un milione ai teatri di Trieste per i mancati incassi in primavera

Al Rossetti 688 mila euro, alla Contrada 142 mila, al Miela 42 mila. «Ossigeno ma il 2021 preoccupa»

TRIESTE Nuovi fondi per i teatri. Dal Mibact, il ministero per i Beni culturali, sono in arrivo per Trieste 870 mila euro, per ristorare i mancati incassi registrati nella scorsa stagione a causa del Covid. Al Rossetti andranno 688 mila euro, alla Contrada 142 mila e 42 mila al Miela, su un totale nazionale di 19 milioni stanziati da un decreto firmato a Roma lo scorso 16 novembre. Una quota che si aggiunge ai 20 milioni destinati ad attori, cantanti, danzatori, maestranze e musicisti scritturati da teatri, orchestre e fondazioni lirico-sinfoniche, già stanziati dal Mibact. A dare notizia ieri della ripartizione dei fondi a livello locale è stata la deputata del Pd Debora Serracchiani, attuale presidente della Commissione Lavoro della Camera.

L’intervento è mirato a sostenere i teatri pubblici e privati in cui il pubblico fornisce una quota corposa degli incassi e che quindi sono particolarmente penalizzati dal blocco legato all’emergenza sanitaria, come le imprese. «Queste risorse permettono ai teatri di guardare con fiducia al futuro ma – spiega Serracchiani – va sottolineato che i soggetti beneficiari sono anche richiamati a una maggior responsabilità nell’esercitare la loro funzione pubblica, trasmettendo il sostegno ricevuto a tutto il comparto teatrale».


Ieri pomeriggio i teatri cittadini erano già informati della precisa ripartizione dei fondi. «Attendavamo questi ristori – dichiara il direttore del Rossetti Franco Però – che tengono conto degli incassi 2019 e del contributo Fus. Non ci è ancora ben chiaro però per cosa potranno essere utilizzati, se per incentivare l’attività o per pagare gli stipendi. Ci siamo confrontati oggi con i funzionari del ministero e penso si capirà meglio nei prossimi giorni». Però valuta che «ad oggi solo il Mibact è riuscito ad assicurare che nel 2021 garantirà gli stessi contributi del 2019, mentre le amministrazioni locali, vista la situazione – valuta Però – non è detto riusciranno a confermare l’entità dei contributi dello scorso anno, e i fondi arrivati potrebbero andare a coprire proprio questa possibile differenza». «La nostra preoccupazione – ammette lo stesso Però – è il 2021, avere i soldi per consentirci di ripartire»..



«Siamo molto grati al ministro per il contributo che va a ristoro dei mancati incassi sul 2020 per prevendite, biglietti e abbonamento», premette Livia Amabilino, presidente del Teatro La Contrada: «Leggendo il decreto, quanto ci viene riconosciuto è la cifra che ci aspettavamo, il nostro obiettivo è di non avere perdite nel bilancio 2020, consentendo alla Contrada, agli artisti e al personale di sopravvivere fino alla completa ripresa della nostra attività». «In questi mesi molto difficili– assicura – abbiamo comunque ridotto al minimo il ricorso alla cassa integrazione. Le produzioni artistiche e le tournée non sono potute partire, ma anche per gli artisti c’è stata qualche forma di ristoro». Amabilino si augura infine di «poter ripartire il prima possibile: vogliamo lavorare, fare teatro».—


 

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