Capodistria, da Lubiana ok ai fondi per restaurare il Ginnasio italiano

Uno scorcio dell’immobile che ospita il Ginnasio di Capodistria (foto da ginnasio-carli.si)

Il governo sloveno inserisce nel piano di investimenti il riatto dello storico “Collegio dei Nobili”

Dopo oltre trent’anni di attesa, si muove finalmente qualcosa in vista della ristrutturazione del secentesco edificio del Collegio dei Nobili, situato nel pieno centro cittadino di Capodistria, che ospita il Ginnasio italiano “Gian Rinaldo Carli“ e le classi superiori della scuola elementare italiana “Pier Paolo Vergerio il Vecchio”.

Come riportato da Radio Capodistria in base all’agenzia di stampa slovena Sta, il governo di Lubiana ha inserito il progetto di riatto nel piano di investimenti peril periodo 2020–2023: il costo dell’intervento si aggira intorno ai 4,7 milioni di euro, cifra che in massima parte verrà erogata dal ministero dell’Istruzione in varie tranche, l’ultima delle quali nel 2025.


La ristrutturazione del palazzo, lo ricordiamo, era stata sollecitata da una raccolta di firme avviata dai genitori: determinanti sono stati però, ovviamente, il sostegno giunto infine dal ministero sloveno dell’Istruzione e l’azione svolta dalla Comunità autogestita costiera (Can), assieme a quelle effettuate dal deputato al seggio specifico degli italiani al Parlamento sloveno Felice Ziza e dal Comune di Capodistria.

Quest’ultimo, come ha spiegato il presidente della Can Alberto Scheriani, da noi interpellato, sta preparando il bando di concorso per la stesura del progetto esecutivo: un passaggio che richiederà circa tre mesi. «In primavera disporremo del progetto - aggiunge Scheriani - e quindi penso che il cantiere dei lavori potrà venire aperto nell’estate del 2021. La loro durata sarà di circa un anno, giusto in tempo per l’inizio dell’anno scolastico 2022/2023». La ristrutturazione prevede anche un piccolo ampliamento dell’edificio, mentre la maggior parte del’intervento riguarderà la ridistribuzione e riorganizzazione degli spazi interni.

L’intervento viene dettato innanzitutto dall’aumento della popolazione scolastica degli ultimi anni, tanto che nel 2018 causa la carenza di spazio le prime cinque classi dell’elementare italiane sono state trasferite in un altro edificio nel centro di Capodistria, messo a disposizione dal Comune. Qui inoltre hanno sede due sezioni dell’ultimo anno dell’asilo italiano, e per loro il passaggio alla scuola dell’obbligo avviene sotto lo stesso tetto, rappresentando così un fattore di continuità.

L’edificio che verrà ristrutturato era agli inizi sede di un seminario, poi trasformato in centro di istruzione nobiliare conosciuto appunto con il nome di Collegio dei Nobili. Il ginnasio vi si trasferì nel 1683. Dopo la Grande guerra, l’istituto assunse il nome del letterato istriano Carlo Combi.

In tempi più recenti, negli anni Settanta dello scorso secolo in seguito alla riforma scolastica in Jugoslavia, i ginnasi vennero trasformati in centri scolastici per l’istruzione indirizzata: il Ginnasio di Capodistria diventava così “Scuola Media con lingua d’insegnamento italiana di indirizzo sociolinguistico”.

Successivamente, con l’indipendenza della Slovenia e la nuova riforma scolastica del giugno 1992 che di fatto ripristinava i ginnasi, all’istituto è stato assegnato il nome dell’illuminista e poligrafo capodistriano Gian Rinaldo Carli. Attualmente esso conta una sessantina di allievi, e tra i personaggi illustri che frequentarono si possono ricordare numerosi nomi noti, dallo stesso Gian Rinaldo Carli allo scrittore Fulvio Tomizza, dal violinista Giuseppe Tartini di Pirano allo storico Pietro Kandler.

Il ginnasio di Capodistria intitolato a Carli è oggi uno dei sette istituti medi superiori italiani che sono attivi sul territorio istro quarnerino: tre si trovano in Slovenia e gli altri quattro in Croazia. —


 

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