Scontri e disordini in piazza Libertà a Trieste: indagati 60 militanti antagonisti

Per i fatti del 24 ottobre la Procura ha messo sotto indagine buona parte di chi aveva partecipato alla contromanifestazione organizzata da realtà di sinistra per contestare il sit-in anti migranti. Ipotizzati i reati di inosservanza dei provvedimenti, resistenza e rissa. Sotto inchiesta anche un paio di esponenti di destra

A Trieste tensioni tra antagonisti ed estrema destra, scontri con le forze dell'ordine

TRIESTE Raffica di indagati per i disordini del 24 ottobre scorso in piazza Libertà. La Procura ha messo sotto indagine una sessantina di antagonisti, vale a dire buona parte di chi quel sabato pomeriggio ha partecipato alla contromanifestazione organizzata da realtà di sinistra per contestare il sit-in anti migranti del gruppo Facebook “Son Giusto”, cui avevano aderito frange di estrema destra.



Il pm Pietro Montrone ha aperto un fascicolo con varie ipotesi di reato: inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, rissa. Il primo è previsto dall’articolo 650 del codice penale nei confronti di chi «non osserva un provvedimento legalmente dato dall’Autorità per ragione di giustizia, di sicurezza pubblica o di ordine pubblico». Gli antagonisti, come documentato da numerosi video, non avevano obbedito all’invito ad andarsene arrivato da Polizia e Carabinieri. Le forze dell’ordine intendevano evitare scontri tra le due fazioni: i gruppi di destra (un’ottantina i partecipanti), che avevano regolarmente comunicato alla Questura la loro protesta anti-migranti, e i militanti di sinistra (pure loro circa un’ottantina) che invece si erano presentati all’improvviso in piazza Libertà proprio per ostacolare il sit-in. La situazione è degenerata alle cinque e mezzo mentre poliziotti e militari stavano tentando di disperdere dalla piazza gli antagonisti. I più facinorosi avevano reagito, spruzzando uno spray urticante. Agenti e militari avevano quindi messo in atto un tentativo di allontanamento, con una carica leggera. Ci sono stati feriti, nessuno in forma grave.



Ciò che è accaduto, con le rispettive responsabilità, è stato ricostruito dall’attività investigativa della Digos che ha passato setaccio il materiale video disponibile. E così sono scattate le denunce.

Alcuni antagonisti sono stati inquisiti anche per il loro comportamento violento e ingiurioso rivolto alle forze dell’ordine: in questo caso i reati contestati sono resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. A ciò si aggiunge anche la rissa visto che le due fazioni, in almeno un’occasione, sono venute alle mani. E di rissa dovranno rispondere pure un paio di militanti di destra.



La magistratura dovrà decidere nei confronti di chi esercitare l’azione penale o per chi chiedere l’archiviazione. «Le forze dell’ordine hanno fatto il massimo nell’opera di contenimento per gestire la piazza senza che la situazione degenerasse in eccessi violenti – osserva il procuratore Antonio De Nicolo –. La Digos ha poi svolto un lavoro certosino per identificare i responsabili. Esprimo il mio plauso. Ora spetta alla Procura fare la sua parte». —


 

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