Recovery Fund per il Porto vecchio di Trieste: in ballo sette progetti per 67 milioni

Il porto vecchio di Trieste

Il Comune punta su cinque immobili e due spazi aperti per incassare i fondi tramite il ministero: risposte decisive a gennaio

TRIESTE  I soldi del Recovery Fund per il Porto vecchio di Trieste. Si tratta di un sogno per il momento stimato in 67 milioni di euro, al quale si sta lavorando a più livelli: governativo, parlamentare e locale. In questi mesi la deputata del Pd Debora Serracchiani si è resa parte attiva con il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, affinché l’area rientri nella “top ten” delle attrazioni turistiche italiane che potrebbero beneficiare del fondo europeo per la ripresa: «Franceschini sta lavorando a un grande progetto che riguarda una decina di siti, considerati attrattori turistico-culturali di livello nazionale – spiega la parlamentare –. L’Arsenale di Venezia, ad esempio, o l’ex Manifattura Tabacchi di Palermo. È un’ipotesi di lavoro. Con il ministro ci stiamo adoperando per farvi rientrare pure il Porto vecchio».

Per questo motivo gli uffici del sindaco, Roberto Dipiazza, nei giorni scorsi hanno presentato una bozza preliminare a Roma: se sarà accettata, a gennaio 2021 il Comune avvierà la progettazione definitiva, mentre il cantiere si dovrebbe svolgere tra il 2023 e il 2026. «Mi ha telefonato Franceschini – racconta Dipiazza – e mi ha chiesto se avevo pronto un progetto, dal momento che ci potrebbero essere dei fondi disponibili. Ho risposto di sì: quello che avevo già sottoposto a Serracchiani quando è venuta la commissione da Roma a farci i complimenti per come abbiamo usato i 50 milioni (stanziati dallo stesso Franceschini nel 2016, con Serracchiani governatrice, ndr)».

Il sindaco si riferisce a un episodio avvenuto a novembre 2019: subito dopo, a marzo 2020, Dipiazza aveva chiesto all’esecutivo una cifra analoga, sempre per il Porto vecchio. Adesso potrebbe arrivare. «È un progetto di questi ultimi mesi – prosegue Dipiazza –. Con Serracchiani sono sempre rimasto in rapporti di collaborazione: per me è importante che le cose si facciano. Ho messo a disposizione il mio uomo di fiducia, Giulio Bernetti (direttore del dipartimento Territorio, Economia, Ambiente e Mobilità del Comune, ndr). Aspettiamo i risultati». Bernetti spiega di aver appena inviato a Roma un progetto preliminare, che prevede innanzitutto la riqualificazione di cinque immobili considerati alla stregua di beni culturali: la vecchia locanda, la rimessa locomotive, i Magazzini 19 e 20 nonché i varchi monumentali all’ingresso di largo Città di Santos. Sono messi in conto pure interventi su due spazi aperti: il viale monumentale e il cosiddetto parco lineare. Il primo, detto anche «viale dei congressi», corre tra i magazzini del nuovo centro congressuale completato per Esof, partendo dalla rotatoria di Barcola.

Qui si vogliono costruire una pista ciclabile e due ampi marciapiedi pedonali, da far correre tra la prima e la seconda fila di edifici, proseguendo fino all’altro capo del Porto vecchio, in modo da mettere in comunicazione Barcola e il centro città. Saranno inoltre recuperati i binari e piantati nuovi alberi. Il parco lineare passa invece tra la seconda e la terza fila di edifici: si chiama così perché è di fatto un parco, di forma inusualmente allungata, dove si vuole creare una vera e propria area verde attrezzata per l’attività sportiva, che a sua volta collegherà Barcola e città. Le infrastrutture saranno dotate di fibra ottica e luminarie.



Intanto Francesco Russo, vicepresidente del Consiglio regionale e candidato in pectore del centrosinistra per le amministrative del 2021 a Trieste, ha ottenuto rassicurazioni sull’arrivo dei finanziamenti: «A Roma (la scorsa settimana, ndr) ho incontrato il ministro Franceschini e la ministra dei Trasporti, Paola De Micheli. Ho chiesto garanzie sull’uso del Recovery Fund anche per il nostro territorio. De Micheli mi ha detto che una parte importante dei 4 miliardi assegnati al suo dicastero sarà dedicata a portualità e logistica di Trieste e del Fvg. Franceschini ha confermato l'impegno a intervenire nuovamente sul Porto vecchio: restano da definire quantum e specifiche della progettualità. Perché l’Europa accetti la richiesta, bisogna rispettare parametri ben precisi. Ma manca ancora una visione complessiva per il fronte mare, che tenga conto di sostenibilità energetica e così via: ora maggioranza e opposizione prendano un impegno assieme». —


 

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