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Centrale dello spaccio in via degli Alpini. L’ipotesi dei collegamenti oltreconfine

Gli agenti del Nucleo di polizia giudiziaria della Polizia locale al lavoro nella casa di via degli Alpini 99 dove abita Dean Skerlavaj. Foto Lasorte

Investigatori al lavoro per ricostruire i possibili traffici con fornitori sloveni. Intanto Skerlavaj, in carcere, non parla

Dall’agenda di Dean Skerlavaj, il quarantanovenne triestino trovato nella sua casa di via degli Alpini 99 a Opicina con ben 300 grammi di eroina, 200 grammi di marijuana e 20 mila euro in contanti, sono spuntati anche nomi sloveni. Clienti e fornitori, con ogni probabilità: negli appunti sono infatti segnati numeri di telefono e somme di denaro. L’ipotesi è che l’uomo fungesse da ponte di collegamento per il giro di spaccio tra la Venezia Giulia – a cominciare da Trieste e Monfalcone – e oltreconfine.



Ma l’indagato, al momento ancora in carcere al Coroneo, non parla. Nell’interrogatorio di convalida dell’arresto, avvenuto nei giorni scorsi davanti al gip Massimo Tomassini, si è rifiutato di confessare da chi riceveva la roba. Sostiene di averla rinvenuta “per caso” sulla strada per Fernetti. Una frottola a cui, ovviamente, nessuno crede. Ma di certo il quarantanovenne è un anello rilevante di una catena ben più lunga di spacciatori e che forse porta proprio in Slovenia. È possibile che altri grossisti abbiano scelto proprio lui per fare da snodo: la sua abitazione di Opicina, a pochi passi dalla frontiera, è sicuramente in una posizione strategica per il traffico di droga. Ma chi sta dietro a lui? Quali personaggi gestiscono il giro?



L’inchiesta è stata aperta dal pm Massimo De Bortoli, dopo l’arresto di un cliente di Skerlavaj: il trentunenne monfalconese Davide Polo, fermato lunedì pomeriggio dal Nucleo di Polizia giudiziaria della Polizia locale di Trieste in via di Prosecco. Quindi a poca distanza dall’abitazione di via degli Alpini 99, che gli agenti quel giorno tenevano sott’occhio grazie a una soffiata. Polo, quando è stato bloccato, portato in caserma e perquisito, aveva nascosto negli slip 30 grammi di eroina e alcune dosi di marijuana. Il giovane (difeso dall’avvocato di fiducia Raffaele Mauri), sorpreso dagli investigatori mentre camminava con passo svelto e nervoso, aveva appena acquistato le sostanze da Skerlavaj. È così che è scattato il blitz al civico 99 di via degli Alpini. Gli agenti hanno passato al setaccio l’intera casa scoprendo le ingenti quantità di eroina, marijuana, un bilancino di precisione e altro materiale per confezionare le dosi di droga. I 20 mila euro in contanti erano invece in un cassetto.

Non si sa molto sul conto dell’uomo. È stato appurato che è incensurato, disoccupato e pure lui tossicodipendente. E che i suoi vicini, da un po’ di tempo, si erano accorti di uno strano via vai attorno alla sua abitazione. Da qui la segnalazione alle forze dell’ordine. «Vedevamo spesso persone di diversa età – spiega una residente di via degli Alpini – ma pensavamo fossero suoi amici». Invece erano consumatori e pusher. Una parte delle sostanze, come già accertato, finiva in mano agli spacciatori che frequentano abitualmente il Sert di Monfalcone, diventato un vero e proprio punto vendita. Una situazione che, come trapela da ambienti giudiziari, si sta verificando anche a Trieste. Altre inchieste portano all’ex Opp: pochi giorni fa una ragazza fermata con dell’eroina addosso ha dichiarato di aver preso la droga da spacciatori incontrati lì.

Skerlavaj, difeso dall’avvocato d’ufficio Massimo Scrascia, in questi giorni di detenzione ha accusato un malessere fisico dovuto all’astinenza da sostanze stupefacenti. —


 

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