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La furia di Fedriga a 24 ore dall’intesa con il ministro: «Una decisione assurda»

La rabbia del presidente Fvg: «Incomprensibile. Anche il governo deve garantire condivisione» Gli esercenti all’attacco: «Presi in giro. Giocano sulle pelle dei lavoratori. Basta dilettantismo» 

Fedriga: Fvg in zona arancione? "Decisione incomprensibile"

TRIESTE «Una decisione incomprensibile». Massimiliano Fedriga, quando ormai il Friuli Venezia Giulia si è colorato di arancione dopo un pomeriggio di tam-tam, interviene in serata via video per trasmettere il disappunto per un accordo tradito. Solo il giorno prima aveva condiviso con il ministero della Salute una strada per scongiurare l’uscita dalla zona gialla, e invece è proprio Roberto Speranza ad avvicinare il Fvg a un mini-lockdown.



Il governatore conferma di non avere avuto chiarimenti su come i 21 parametri di riferimento del ministero, dell’Istituto superiore di Sanità e del Comitato tecnico scientifico vengano tradotti in un colore. «Un’assurdità», commenta Fedriga sulla forma. Ma anche sulla sostanza non mancano perplessità: «Si è tenuto conto di parametri non determinanti nella lotta alla pandemia, mentre altri sono in via di miglioramento». L’ordinanza regionale stracciata? «Proprio perché siamo cittadini responsabili, ci eravamo dati nuove regole – spiega ancora il presidente della Regione –. Sono convinto che continueremo a mantenere il distanziamento e a difenderci a vicenda, ma si deve procedere tutti insieme. Gli appelli alla condivisione vanno bene, ma la condivisione deve arrivare anche da parte del governo nazionale. Perché, di fronte a decisioni incomprensibili, è più difficile portare avanti la battaglia».



Il passaggio all’arancione pare definitivo, almeno in questa fase, per quanto in Regione non sia arrivato, a ieri sera, un documento ufficiale. Fedriga assicura comunque che proseguirà l’interlocuzione «molto forte» con Roma «per avere delle motivazioni serie e nel caso dei correttivi rispetto a scelte sbagliate. Non siamo in una buona situazione, certo, ma altri territori hanno dati peggiori dei nostri».

Inevitabili le prime reazioni della attività economiche chiamate a un altro pesantissimo stop. In particolare degli esercenti che hanno fatto gli ordini per il fine settimana. «Ci sentiamo presi in giro – dichiara Bruno Vesnaver, presidente regionale Fipe Fvg –. Giocano sulla pelle delle persone, degli imprenditori, siamo veramente stanchi. Adesso deve slittare ogni pagamento, e il governo deve garantire ristori sostanziosi: è ora di dire basta a questo dilettantismo». «Questo è fare cabaret, non è governare, questa è mancanza di rispetto per chi lavora, fatica, programma. La misura è colma», aggiunge la presidente di Fipe Trieste Federica Suban.

In una giornata di grande confusione, c’è anche lo scontro politico. Il segretario Pd Fvg Cristiano Shaurli, dopo aver promosso il giorno prima l’accordo fra governatori per evitare altre chiusure, dichiara che la Regione «bene avrebbe fatto ad aspettare prima di emanare provvedimenti che hanno solo creato speranze e aspettative a settori già duramente provati». La replica è dell’assessore alle Autonomie e segretario triestino della Lega Pierpaolo Roberti: «Una giravolta stucchevole che la dice lunga sulla volontà del Pd di strumentalizzare l’emergenza sanitaria ed economica, ma anche una volubilità che ben si concilia con quella del governo, che per ragioni imperscrutabili e algoritmi ignoti ai più si è rimangiato tutto. Un siparietto indegno che offende la nostra comunità». —



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