Contenuto riservato agli abbonati

All’ospedale di Gorizia ecco 38 postazioni Covid

Il terzo piano sarà dedicato agli ammalati di bassa e media intensità Medicina traslocherà in altri locali, non verranno toccate le sale chirurgiche

GORIZIA L’ultima rassicurazione un paio di giorni fa, firmata dal direttore generale di Asugi, Antonio Poggiana. «L’ospedale di Gorizia rimane Covid free. Al momento». Ma la situazione è talmente grave e mutevole che, oggi, arriva l’annuncio completamente opposto: anche al San Giovanni di Dio verrà aperto un reparto Covid a bassa e media intensità. Quando? Nei prossimi giorni.



Il primo a parlarne il sindaco Rodolfo Ziberna. Ha chiesto (e ottenuto) che non venissero toccate, almeno in questa fase, le sale chirurgiche. «Anche l’ospedale di Gorizia - le parole del primo cittadino di Gorizia - sarà chiamato a fare la sua parte per i ricoverati del territorio che non trovano più spazio in altri nosocomi, ormai saturi. Gorizia non si nasconde, non scappa, è presente in prima linea contro questo tenace nemico».

Poi, nel pomeriggio di ieri le dichiarazioni dell’assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi. Il reparto Covid avrà «38 posti letto che potranno essere ulteriormente ampliati a seconda della necessità. A fronte di un eventuale peggioramento della situazione, con il trasferimento di tutti i pazienti chirurgici a Monfalcone, potranno essere resi disponibili ulteriori 26 posti in Medicina (3° e 4° piano) per un totale complessivo di 64 posti al San Giovanni di Dio».



Nel merito più tecnico e operativo entra Daniele Pittioni, direttore medico-ospedaliero e responsabile dei due nosocomi. «I posti Covid - spiega - saranno ricavati nell’area medica del San Giovanni di Dio, parliamo del terzo piano. Sposteremo i pochi pazienti che attualmente sono ricoverati nel reparto di Medicina nell’area del Dipartimento chirurgico che, attualmente, è vuota e a disposizione».

Ovviamente, tutto verrà attuato seguendo scrupolosamente i protocolli. «Avverrà tutto in totale sicurezza, così come i percorsi fra il reparto Covid e gli altri reparti saranno completamente diversificati e autonomi in maniera che i pazienti con il coronavirus non entrino in nessun modo in contatto con gli altri che soffrono di patologie differenti». Pittioni, insomma, ci tiene a sottolineare che, come nella prima fase, tutto avverrà fatto con puntiglio, scrupolo e cum grano salis. «Non c’è alcun motivo di preoccupazione. Va anche ribadito - conclude il direttore medico-ospedaliero du Asugi - che, nell’ospedale di via Fatebenefratelli, verranno accolti i pazienti a bassa e media intensità. Coloro che dovessero avere bisogno di cure più complesse, con l’utilizzo di respiratori, verranno subito trasferiti nei nosocomi triestini che sono stati attrezzati per questo».

La conclusione è affidata al sindaco Ziberna: «Il progressivo aumento dei ricoverati per Covid-19 anche nella nostra regione sta richiedendo un ulteriore sforzo da parte degli ospedali. Finora gli ammalati goriziani di Covid-19 venivano ricoverati a Trieste ma non c’è più posto. Da qui, la decisione di coinvolgere il San Giovanni di Dio». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Video del giorno

Piancavallo, di notte vanno in scena i "rally clandestini"

Panino con hummus di lenticchie rosse, uovo e insalata

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi