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Asugi aggiorna il piano per l'emergenza: all'ospedale di Gorizia reparto Covid in via di allestimento

L'ospedale di Gorizia

Essendo le strutture di Trieste in via di saturazione, i pazienti sintomatici non gravi verranno ospitati al San Giovanni da Dio per un totale di 38 posti letto ampliabili fino a 64

TRIESTE All'ospedale San Giovanni da Dio di Gorizia (diventato Covid free dopo la prima ondata) verrà aperto a breve un reparto per ospitare i pazienti a bassa e media intensità che non si trovano in gravi condizioni e che occuperebbero senza necessità reale le terapia intensive contribuendo a caricare eccessivamente il sistema sanitario regionale.

In tutto a Gorizia saranno disponibili 38 posti letto che potranno essere ulteriormente ampliati a seconda della necessità. Nel futuro, a fronte di un eventuale peggioramento della situazione, con il trasferimento di tutti i pazienti chirurgici a Monfalcone, potranno essere resi disponibili ulteriori 26 posti in Medicina (3° e 4° piano) per un totale complessivo di 64 posti al San Giovanni di Dio.

E' l'effetto di un aggiornamento del Piano per la gestione dell'emergenza Covid comunicato oggi, venerdì 13 novembre, dall'Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina (Asugi) in considerazione del costante aumento dei contagi.

"A differenza di quanto accaduto nella prima ondata, le attività ospedaliere e assistenziali rimangono aperte. Sarà quindi garantita l'attività chirurgica in tutte le strutture dell'Azienda grazie a una rimodulazione che conferisce priorità alle urgenze e agli interventi oncologici", ha fatto sapere il vicepresidente con delega alla Salute del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi.

Area triestina. Per quel che riguarda l'area triestina, viene potenziata anche la capacità di ricovero per pazienti intensivi dell'ospedale di Cattinara, per un totale di 60 posti letto, di cui 30 semintensivi e 30 intensivi. Inoltre la Clinica Medica viene convertita in reparto Covid con una progressiva implementazione dei posti letto, che a regime saranno 33.

In questo contesto riorganizzativo la Medicina clinica inizierà ad accogliere anche i pazienti con sintomatologia da Covid-19, ma tampone negativo, con flessibilità nei posti letto fino ad un massimo di 29.

Restano inoltre disponibili i posti letto all'ospedale Maggiore, Villa Sissi, Sanatorio Triestino e Rsa San Giusto a Trieste e Parco Basaglia e Locanda del Gelso in area isontina.

A breve, come ha specificato l'assessore regionale, si prevede di formalizzare ulteriori accordi con strutture private per l'accoglienza di persone positive asintomatiche che non necessitano di ricovero ospedaliero.

Sul fronte dell'implementazione del personale in organico sono previste prese in servizio di ulteriori unità infermieristiche tra fine novembre e inizio dicembre.

L'attuale fase di rimodulazione delle attività ha anche lo scopo di alleggerire il Pronto soccorso, i cui accessi restano numerosi molto più che durante la prima ondata, a causa del regime meno restrittivo delle misure in vigore rispetto al lockdown.

"L'Azienda - ancora Riccardi - riesce a sostenere la situazione anche grazie all'ultima riforma sanitaria regionale, che ha comportato l'accorpamento dell'area triestina con quella isontina, il che rende possibile riorganizzare le attività su più presidi ospedalieri gestendo il personale con l'integrazione a seconda delle necessità conseguenti all'andamento dei contagi. Una collaborazione, unitamente a un reciproco sostegno tra le strutture dei due territori, che - ha concluso - ci consente di fronteggiare l'impatto sanitario di questa nuova fase".

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