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La costa di Duino perde un pezzo di storia: finita in mare la roccia chiamata “El Capel”

Caduta l’inconfondibile punta tra le falesie da cui si tuffavano i ragazzi. Era anche un riferimento per pescatori e velisti

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Prima e dopo: a sinistra “El Capel” prima della caduta in mare e a destra lo spuntone di roccia senza più la sua piattaforma naturale 

DUINO AURISINA Per i duinesi è come se fosse stato tolto loro un pezzetto di storia, perché da quella piccola piattaforma naturale, incastonata in mezzo alle falesie, si sono tuffate in mare intere generazioni. Ma la natura fa il suo corso e improvvisamente quello che gli autoctoni chiamavano “El Capel’’, proprio perché la forma di quella roccia ricordava vagamente un berretto, si è staccato ed è precipitato nelle acque del golfo, ed è ora visibile ai subacquei che sono già accorsi numerosi a fotografarlo, come se si trattasse di un tesoro sommerso. A conferma che il legame fra i duinesi e quello spuntone di roccia così particolare era particolarmente forte.

“El Capel” immortalato ora sott’acqua, ai piedi delle falesie 


«Eravamo affezionati tutti a quella sorta di trampolino naturale – spiega Vladimiro Mervic, riconosciuto custode delle tradizioni locali – al quale risultano legati ricordi di ogni tipo. Più o meno tutti in paese, da ragazzi, siamo andati a tuffarci da lassù. Ma “El Capel” era anche un punto di riferimento per i tanti che vanno per mare: pescatori, diportisti, atleti della vela e del canottaggio. Se non si era troppo distanti da riva e si guardava verso la costa – sottolinea l’ex consigliere comunale – era impossibile non notarlo. Ci mancherà».

Raccontata la vicenda recente, ricca di venature romantiche, resta da capire chiaramente quale possa essere stata la causa di questa improvvisa frattura della roccia.

El Capel prima del crollo 


«È sempre molto difficile fornire spiegazioni di natura scientifica in assenza di elementi certi e di analisi approfondite che richiederebbero del tempo – esordisce il geologo Giulio Lauri – ma va intanto ricordato che le falesie, come in generale tutte le rocce del Carso, sono instabili, perché caratterizzate da molti spuntoni verticali, quasi sempre più o meno inclinati, sensibili perciò a tutti gli agenti esterni. È poi notorio che le rocce di questo tipo presentano spesso cavità nelle quali, durante la stagione fredda – prosegue lo stesso Lauri – l’acqua che si deposita può ghiacciare e, dilatandosi, allargare le fessure preesistenti. In questa maniera – evidenzia ancora il geologo – si creano fenomeni di degradazione delle strutture che possono culminare in frane e cedimenti».

Lo spuntone di roccia senza più la sua piattaforma naturale 


Le rocce del Carso sono poi famose proprio per la loro propensione alla dissoluzione e allo stabilirsi di particolari forme di corrosione, tanto sulla superficie esterna quanto lungo le fenditure che conducono l’acqua al loro interno.

A dare il colpo decisivo a “El Capel’’, che probabilmente stava perdendo la sua stabilità da tempo immemorabile, potrebbe essere stato l’ultimo fortissimo terremoto il cui epicentro è stato individuato nel mare Egeo.

«Anche su questa ipotesi bisogna essere molto cauti – conclude Lauri – per quanto sia utile considerarla fra le possibili cause».

Della caduta de “El Capel” hanno annunciato che si occuperanno nelle prossime settimane anche altri studiosi.—


 

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