A gennaio il verdetto di Roma sull’ovovia Opicina-Park Bovedo a Trieste

A inizio 2021 il ministero dei Trasporti deciderà se finanziare il maxi progetto da 30 milioni

TRIESTE Il 15 gennaio, salvo ulteriori rinvii, Roma deciderà se finanziare il progetto dell’ovovia di Trieste, il sistema di trasporto a fune che dovrebbe collegare Opicina – dove nei pressi della nuova stazione verrebbe realizzato un parcheggio da 800 posti – al Park Bovedo, per consentire ai suoi fruitori di raggiungere il Porto vecchio e il centro storico. A competere con il progetto caldeggiato dall’amministrazione Dipiazza – anche se non è escluso che il ministero dei Trasporti decida di finanziare entrambi – c’è quello della funivia Casalotti-Boccea di Roma e voluto della sindaca Virginia Raggi.



Il progetto triestino che punta a collegare il Carso al mare è stato al centro ieri della seduta online della Sesta commissione del Consiglio comunale. A illustrarlo l’assessore all’Urbanistica Luisa Polli e il direttore del Dipartimento che racchiude Territorio, Economia, Ambiente e Mobilità, Giulio Bernetti. L’opposizione, è bene dirlo subito, avanza forti perplessità. Ma da cosa nasce la necessità di valutare un trasporto su fune? Uno studio dello scorso anno ha analizzato i movimenti in arrivo con diversi mezzi di trasporto da 154 destinazioni. Si sono considerati in particolare tre aspetti: il futuro sviluppo del Porto vecchio, l’ aumento e, soprattutto, le criticità della cosiddetta penetrazione da Nord, «con una Costiera – ha specificato Bernetti – che evidenzia dei problemi di tenuta. Non riesce più a reggere a livello statico quella portata di traffico». E qui si inserisce per l’appunto il progetto dell’ovovia, che, se approvato, verrebbe interamente finanziato dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Costo: oltre 30 milioni. Il traffico stimato è di circa 3,5 milioni di passeggeri all’anno. L’utile stimato è di 500 mila euro all’anno, con tariffe agevolate, simili a quelle per viaggiare in autobus, per i residenti.



L’impianto sarebbe anche a prova di Bora, e sulla base di un’analisi storica resterebbe chiuso al massimo 25 giorni all’anno. Ad oggi il progetto alternativo resta il “tubone” sottomarino dal Porto vecchio a Campo Marzio, che però non risolverebbe il problema della Costiera.

«Il tram non è in competizione con questo progetto», ha sottolineato Bernetti: «Quello è un trasporto turistico a bassa capacità e non risolve il problema di accesso da Nord». Polli ha parlato a propria volta di un impianto «con solide basi progettuali, sicuro, volto all’innovazione, ecologicamente sostenibile. Le ditte italiane che progettano questo tipo di impianti hanno realizzato trasporti volanti per città come Berlino, Barcellona, ma pure Perugia e Erice. Anche sulle Dolomiti, patrimonio Unesco, sono consentiti impianti di questo tipo, anche in punti di vento forte come Plan de Corones, in cui vengo fatti dei fermi impianto per raffiche forti».

L’opposizione solleva forti dubbi. La commissione di ieri però, per mancanza di tempo, non ha lasciato spazio agli interventi dei singoli consiglieri. Così il presidente della Sesta commissione Salvatore Porro ha assicurato che convocherà una nuova seduta con il medesimo ordine del giorno entro fine mese.

«Se da un lato capisco la necessità di rafforzare la penetrazione da Nord – spiega la capogruppo del Pd Fabiana Martini – dall’altro mi chiedo perché si sia puntato tutto su questo progetto, senza valutarne di alternativi, con minor impatto ambientale. Nutro delle perplessità anche sulla sostenibilità economica, ma sospendo il giudizio in attesa di ulteriori dettagli».

«Se il parcheggio prevede 800 posti – si chiede il pentastellato Paolo Menis – e le stime sulla fruibilità del tratto Opicina-Bovedo raccontano che ogni ora saliranno a bordo dell’ovovia circa 511 persone, in quanto tempo si riempiranno quei posti macchina? Ci sono delle incongruenze». Nello specifico, il problema del parcheggio lascia perplesso anche Roberto De Gioia di Trieste Futura. «Sono favorevole a un collegamento via fune Carso-mare – premette – ma dove parcheggeranno le automobili dei fruitori dell’ovovia? A Monte Sacro? In quale area e come sarà sorretta lì la viabilità? Proprio perché avevo già rilevato queste criticità io in passato avevo proposto che la funivia arrivasse a Monte Grisa dove ci sono già a disposizione un ampio parcheggio e l’uscita di Prosecco».—


 

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